STORIE DI ORDINARI SPRECHI: DAI BINARI MORTI DI TITO E BARAGIANO ALL’ASCENSORE NELLA STAZIONE

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PIETRO SIMONETTI

Un  piccolo miracolo in terra lucana dove la gestione dei servizi di trasporto ferroviario, è improntata alla mera acquisizione  di appalti e a conseguenti avori che durano decenni : il tutto con investimenti miliardari e scarsa resa in servizi e infrastrutture utili.Basta vedere cosa accade ogni giorno con le Fal e con Trenitalia.Anche per il trasporto su gomma le cose non vanno diversamente: siamo di fronte ad un appalto che dura dal 2007.La gara del nuovo appalto,oltre il limite fissato dalla UE, ènelle mani della struttura regionale unica di appalto. Aspettiamo la pubblicazione dell’avviso , ma si sfogliano le determine e quella che riguarda l’appalto in questione continua a non comparire.

Però ,nel contempo si registra un piccolo miracolo a  Baragiano: una nuova banchina,un sottopassaggio e persino un ascensore per gli utenti.

Mentre la ristrutturazione della stazione di Potenza centrale segna il passo ,come in altri siti, a Baragiano un atto di civiltà per i servizi,dopo il binario morto dello scorso decennio.

Sono trascorsi 43 anni dal  sisma del 1980 ed i binari morti realizzati a Tito e Baragiano per i raccordi  con le rispettive zone industriali riposano in pace.

Il liquidatore dell` Asi e Presidente di Api- Bas resta in silenzio.Nessuna verifica su  quanto accaduto e  nessun cenno sullo sperpero di risorse pubbliche.

I due binari ferroviari” morti” a Tito e Baragiano Scalo, le cui storie progettuali sono note: il primo doveva essere  al servizio del revocato Interporto di collina nella zona industriale di Tito , il secondo della omonima zona industriale di Baragiano.

 Per la  realizzazioni sono stati spesi oltre 5 milioni di euro.

La strada ferrata di Tito Scalo è stata realizzata per servire il nulla e quindi non poteva neanche essere collaudata perchè non fruibile,  quella di Baragiano Scalo, originariamente progettata come viadotto  sul fiume Platano e  collegamento tra la stazione di Baragiano Scalo e l’area industriale di Baragiano, viene completamente stravolta dopo l’appalto, per diventare raccordo ferroviario.

Tanto per aggiungere al danno la beffa non viene  neanche completato perchè le ferrovie non hanno autorizzato il Consorzio a collegarsi alla rete ferroviaria nazionale per insufficiente traffico ferroviario.

Non ci chiediamo neanche chi sono i  progettisti perche noti nel comparto ferroviario. L”esito  dovrebbe  interessare agli Enti preposti al controllo sulla spesa pubblica, 5 milioni  non sono pochi.spenderli non sapendo che fine fanno , non è certo una buona cosa.

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