SUCCESSO E INDIFFERENZA

0

ANNA MARIA SCARNATO

In questo Gennaio freddo, come giusto a rispetto della stagione in cui è annoverato, tanta è la pioggia sulle piane e nei fiumi, alta è la neve che sui bei monti lucani fa gioire i gestori di impianti sciistici e ristoratori. Le guide accompagnano i turisti a scoprire le meraviglie di paesaggi innevati della catena del Pollino. Nella maggior parte delle nostre case l’aria fredda esterna fa comunque vivere l’intimità nel calore degli affetti. Anche dove, per far fronte al rincaro delle bollette, si risparmia sul consumo del riscaldamento, coprendosi maggiormente con indumenti di lana. Chissà se tra i tanti pensieri che muovono la mente degli abitanti delle nostre comunità durante queste giornate invernali, tra lamenti generati dalla crisi sanitaria che in Basilicata si fa sentire più che altrove; tra mugugni che nascondono l’ansia per l’attesa di provvedimenti governativi sul Welfare che andranno a restringere la platea degli assegnatari del reddito di cittadinanza; tra esultanze consegnate ai mass media come successi amministrativi in progetti risolutivi di bisogni mai realizzati (vedi la Sanità lucana sempre meno rispondente alle esigenze dei cittadini, ferma e malata incurabile essa stessa); tra comunicazioni alla cittadinanza, da parte del’Ente locale della città di Bernalda, relative all’istituzione su Metaponto di un indirizzo scolastico che amplia l’offerta formativa dell’Istitituto d’Istruzione Superiore, diretto dal Dirigente Scolastico Prof. Ferruzzi e rivendicato meritoriamente dal governo del territorio come attenzione alla formazione dei giovani e alle loro scelte per un futuro professionale giusto e al passo con i tempi, in collaborazione con Regione e Provincia, chissà se, in questo giorno della ricordanza e dell’esultanza in cui si piantano bandierine, almeno un’ombra di pensiero abbia riguardato i tanti emigranti che hanno scelto Metaponto come approdo e che non hanno dimora alcuna, né fuoco per riscaldarsi al ritorno a casa dai campi dove qualcuno di loro presta lavoro. A quanto pare no. L’allarme della Chiesa del Borgo, attraverso la voce di Don Giuseppe Lavecchia, è voce solitaria che fa il paio con quella di Pino Passarelli, Presidente dell’Associazione Tuttimigranti, nel denunciare la solitudine e il degrado in cui vivono i tanti poveracci di colore in una antica falegnameria dismessa del territorio metapontino. Sono quelli attenzionati solo dopo la morte crudele di una donna la notte di San Lorenzo pochi anni fa. Sono loro gli sfrattati dalla Felandina e che, non tanto lontano, hanno trovato ricovero di fortuna. Sono loro che la sera si confondono con il buio sempre più nero nelle strade del Borgo. Mentre il Prof. Pino Gallo, Presidente della Proloco locale, esprime la gratitudine a se stesso, alla volontà del consigliere comunale e provinciale di FI Nunzio Gallotta e all’Ass. alla Cultura Scarcella del comune di Bernalda di istituire un nuovo indirizzo scolastico di Grafica e Comunicazione, a lustro e memoria dell’antica Scuola Pitagoriana, dichiarando che l’iniziativa porterà la rinascita di Metaponto, territorio abbandonato, viene in mente come l’indifferenza verso gli immigrati possa ammantare ogni splendore annunciato se manca di attenzione verso la realtà umana che ha scelto questo posto per sopravvivere. Altro che cultura e Istruzione! Sovviene l’immagine da un passato lontano del Tempio di Pitagora, della sua scuola che, secondo gli studiosi, era per pochi, e che oggi sembra riproporsi come filosofia della vita affermando che alla gioia e alla soddisfazione di pochi corrisponde l’esclusione di tanti. E dalle tombe ormai vuote della Necropoli della Magna Grecia si odano i lamenti dei Padri per la povertà intellettuale e umana di una terra mal governata se guarda in alto e si gloria per i successi personali e di “squadra” e non cala lo sguardo verso il basso che vive nei margini sociali. Se non ha la Verità come obiettivo e spirito guida di un cammino per la comunità. Istituire scuole per costruire il futuro e non trovare una sistemazione per i poveri immigrati che soffrono la pioggia e il freddo di Gennaio, quale visione, quale sogno può incarnare? Dov’è l’accoglienza se non nei pensieri di sacerdoti e volontari. Dove sono le istituzioni? Perché sono abituate ad arrivare in ritardo in Sanità, nella Scuola, nel Sociale? Perché per una scuola su Metaponto i locali si possono trovare sebbene l’idea è stata partorita in ritardo, considerato che il Piano di Offerta Formativa dell’IIS di Bernalda aveva già inviato in piattaforma un documento che non includeva il nuovo indirizzo? Chi provvederà a trovare una sede per ospitare una  scuola deve necessariamente attivarsi a trovare locali per altrettante persone, per “umani” disconosciuti nel diritto all’accoglienza. Hanno una pelle più spessa della nostra, più pigmentata, ma sono uomini che hanno freddo come noi ed hanno un tetto bucato. Un pensiero simile rende impopolare ma bisogna rischiare l’insuccesso per lottare contro l’Indifferenza dilagante.
Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento