La breve pausa agostana segna il passaggio dal primo al secondo tempo della legislatura regionale e mette in conto un obbligatorio cambio di ritmo della maggioranza rispetto ad una deludente prima parte, con la pandemia che ha fatto da scudo ad una inerzia totale, propria di chi si trova di fronte ad una montagna, non sa come da dove cominciare a scalarla e fatica a tenere unita una goliardica e rissosa cordata. Che fosse una avventura non facile per Bardi ( & soci) lo si è capito da subito, da quando si è reso conto che la politica a tutto può somigliare fuorchè ad un esercito , perché è senza regole e scarso di virtù come la lealtà, la coerenza e la solidarietà. Questo secondo tempo di Bardi è stato preparato a Roma nell’’incontro con Tajani , fortemente voluto dalla compagine storica di Forza Italia che trova nei due assessori regionali il riferimento istituzionale , ma che è presente capillarmente sul territorio. Un incontro che trova la sua origine nella scontro dialettico tra Cupparo e l’on.Moles, in ordine ad una gestione di partito che, secondo l’asseSsore, non mette nel mirino il territorio, guardando più agli organigrammi istituzionali che al contatto con la base, E di questo si è parlato con Tajani, facendo pulizia di molte indiscrezioni fatte circolare ad arte, tipo l’accordo di Bardi con la Meloni e la possibilità di una candidatura in quel di Napoli. Niente di niente , perché ogni scelta futura , è questo il senso della riunione, dipende dalla capacità di far crescere il partito in Basilicata, avvicinandolo ai territori e raccogliendo il più possibile i risultati dell’azione politica dell’Esecutivo. Quanto alla necessità di dare un segnale di rinnovamento, anche a seguito delle ultime vicende giudiziarie, il Governatore sta cercando di convincere gli alleati a darsi appuntamento a Novembre, sia per affrontare unitariamente le amministrative, sia per ancorare questo ricambio alla scadenza naturale dell’Ufficio di presidenza , cogliendo l’occasione per una rivisitazione totale degli organigrammi di vertice. Per quella data si potrà anche capire se il feeling che sta nascendo con Italia Viva è qualcosa di più di un innamoramento estivo e può costituire la premessa per un allargamento vero della maggioranza, magari passando per una situazione intermedia di astensione dei due consiglieri sulle questioni più importanti. Qualcuno ipotizza persino un riconoscimento formale del Movimento attraverso la Presidenza del Consiglio a Polese, ma , con questa fame di posizioni di vertice che c’è in giro, la cosa non appare di gradimento degli altri partiti. Quello che è certo è che Forza Italia , forse stimolata dall’avventurismo del partito della Meloni in basilicata, ha deciso di scendere in campo e si è messa a tessere la tela di nuove alleanze, con lo scopo di diventare il nucleo portante di una vasta area di centro moderato, di cui francamente si avverte la necessità, dopo che il Pd è riuscito a disperdere ogni valore avuto in eredità sia dal Pci sia dalla Dc, diventando semplicemente il partito del potere e della conservazione. E il feeling che si sta creando con Italia Viva, che in Basilicata è una realtà abbastanza presente e che riesce a rappresentare anche formazioni minori, come i Popolari Uniti e Centro democratico,, è la dimostrazione che Forza Italia ambisce ad essere la nuova Democrazia Cristiana della Basilicata, nel senso di un elemento aggregatore dei moderati lucani. I prossimi giorni diranno se questa svolta decisa a Roma sarà portata avanti con determinazione e con senso di unità, sia recuperando ritardi nell’azione del Governo regionale, sia ponendo le basi per una nuova centralità del partito, che sia in grado di organizzare alleanze e di costruire una coalizione più convincente e più credibile rispetto all’armata brancaleone di questo inizio legislatura. Rocco Rosa
SUL TERRITORIO, BARDI E FORZA ITALIA SI GIOCANO IL FUTURO
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