
ANNA MARIA SCARNATO
Ma veramente può considerarsi credibile il richiamo al superiore bene della comunità di persone che passano tranquillamente da una parte all’altra , che calpestano le regole che pure si sono date e che , per puro interesse, mettono sotto i piedi il rispetto di accordi di coalizione. Sembrerebbe impossibile, eppure c’è chi di quel richiamo fa una bandiera. Nei giorni precedenti sono giunte notizie di mancati accordi dopo incontri tra sindaco e maggioranza di un bellissimo paese con il suo storico borgo di Metaponto, sul mare Ionio, a risoluzione di una crisi innescata e nel tentativo di farla “detonare” senza contraccolpi dirompenti. Ma, con assessori dimessi e che pare non vogliano tornare “a rivestirsi” per continuare in quel ruolo, o che approverebbero solo il bilancio, fatto di atti dei quali essi stessi debbono in consiglio comunale rispondere insieme alla rimanente maggioranza, in parte ora non più espressione della lista civica con la quale si sono candidati, dopo vari tentativi esperiti a cercare invano un assessore unico, oggi il sindaco ha dato ufficialmente comunicazione della nomina di un assessore esterno nella persona del noto avvocato Pietro Ditaranto, nominato vicesindaco e al quale è stata conferita solo l’area culturale, riservando a sé tutte le altre deleghe. Sia chiaro che tali situazioni, rare e sicuramente mai verificatesi nel caso in specie in alcuna gestione politico-amministrativa di questo comune lucano, sorprendono, e non poco, l’opinione pubblica, divisa tra chi avrebbe preferito ritornare a votare in autunno e chi giustifica la necessità di un proseguimento, obtorto collo, almeno fino ad ’intravedere l’uscita dalla pandemia. Certo è che si è di fronte a tattiche strategiche che si possono prefigurare come annunci di armistizio dopo una “guerra” o inizio di una guerra fredda tutta da combattere. Le ragioni che al popolo potrebbero essere “narrate” da un sindaco, spogliato delle vesti di neutro colore, accolto poi con furore sotto il labaro della Lega, potrebbero essere accolte come spunti di un epico romanzo dove solo la fantasia e l’immaginazione rendono possibili certi eventi e conclusioni. Un assessore alla Cultura…………….. temporaneamente………….cita la comunicazione ufficiale. Un aiuto in soccorso in questa crisi amministrativa. Non mi si voglia attribuire colpa se, in mente soggiunge la storia di Ulisse nel canto VI (Odissea di Omero), in cui, con il nome di Odisseo datogli dal nonno per il significato di “detestato dai nemici”, dopo un’enorme tempesta, approdato su un’isola sconosciuta, e dopo un sonno, nascosto in un cespuglio, destato da allegre voci di angelle, in preda ad ansia, incontra, per volere degli Dei propizi, Nausicaa, bellissima fanciulla, figlia del re dell’isola. Cerca di entrare nelle sue grazie per farsi aiutare, chiunque ella fosse, intuendo di aver bisogno di tutto l’aiuto possibile per ottenere i mezzi per rientrare a casa. Nausicaa gli indicherà poi la strada per il palazzo reale e ottenere l’aiuto che gli avrebbe permesso il ritorno ad Itaca, il suo sogno ambito, dopo le traversie affrontate e nelle quali non mancò anche qualche “banchettata” a base di invitanti mucche sacre dopo l’incontro con i mostri Scilla e Cariddi, causa scatenante delle ire di Zeus e delle tempeste furiose. Ma con Nausicaa ora Ulisse fa la sua parte mostrandosi accorto e intelligente e adulandola con parole carezzevoli, le chiede aiuto perché di aiuto ha bisogno.
Dall’Odissea
Odisseo tra le fanciulle bei riccioli stava
per mescolarsi, nudo: perché aveva bisogno.
Paurose apparve a quelle,
fuggirono qua e là per le lingue di spiaggia.
Sola, la figlia di Alcinoo restò.”
Ora che sei giunto alla nostra terra,
alla nostra città, né panno ti mancherà, né altra cosa,
quant’è giusto ottenga il meschino,
che supplica”.
“Non fuggite, angelle,
Questi è un misero naufrago che c’è capitato
e dobbiamo curarcene”.
Dopo gli fornirono una nave per tornare ad ITACA
Anche la lettura dell’Odissea può ritornare utile a ritrovare nella storia letteraria i significati dei comportamenti degli uomini, le loro ambizioni, i loro errori, le loro giustificazioni, le loro verità anche nascoste. Non è forse vero che la nostra terra si affaccia sul mare Ionio e che la cultura greca che qui approdò la rese grande? Ricordiamo che anche il presente della nostra terra di Bernalda e Metaponto sarà storia da leggere e andrà nel passato prossimo o remoto . Si vedrà.