L’attenzione degli osservatori politici lucani era tutta rivolta a capire come avrebbe reagito Marcello Pittella alla decisione dei due consiglieri regionali di Italia Viva di sbloccare l’impasse nel quale la maggioranza politica si era cacciata dopo le dimissioni dei due esponenti di Forza Italia, indagati dalla Magistratura per alcune vicende giudiziarie. Ebbene,la risposta è arrivata , è durissima, ed a firmarla è il segretario regionale di Basilicata in Azione, Donato Pessolano. Questi, parte dalla premessa che l’esperienza di Bardi è giunta al termine e che le sue dichiarazioni al Consiglio confermano la totale inadeguatezza alla conduzione della Regione, con una maggioranza che non esiste e con una Giunta costretta a rimandare a tempo indeterminato la soluzione dei problemi, dalla Sanità a Stellantis e dal PNRR al lavoro . Bardi -dice Pessolano- deve rispondere ai lucani e se non ha più la maggioranza si faccia da parte così da dare voce agli elettori che chiedono un governo stabile, autorevole e orgogliosamente lucano. E qui la stoccata ai consiglieri di Italia Viva : “ sconfinare il perimetro della maggioranza con allargamento ad alcune forze di minoranza è del tutto legittimo, ma lealtà politica vuole che le parti lo comunichino in modo chiaro e senza nascondimenti lessicali le nuove geometrie consiliari.” Non sfuggirà, tra l’altro, dice il segretario regionale di Azione-l’invito rivolto a Bardi da parte di Italia Viva ad una decisiva assunzione di responsabilità e un cambio totale di paradigma che non si riesce ad interpretare nella logica di coerenza e linearità politica. Su questa vicenda, e per una serena collaborazione futura, sarà opportuno fare un confronto aperto e franco tra i gruppi dirigenti regionali e, successivamente, coinvolgere anche i vertici nazionali.
Parole forti che hanno irritato fortemente i destinatari del messaggio politico. E, a stretto giro di posta, Polese e Braia hanno replicato con altrettanta durezza agli alleati, ricordando , tanto per non sbagliare indirizzo, che nessuno ha la golden share del terzo Polo. Poi il chiarimento; “Restiamo consiglieri di opposizione e la posizione assunta , concordata anche nelle riunioni di minoranza della scorsa settimana (posizione che ricordiamo era condivisa anche da altri che evidentemente nel frattempo hanno cambiato idea), serviva solo a fare chiarezza all’interno di un dibattito troppo ombreggiato da politicismi e dialoghi trasversali per lo più sottobanco”.
“Noi riteniamo che confondere la politica con obblighi tecnici, peraltro giuridicamente esponibili a sanzioni – sottolineano il capogruppo di Iv Braia e il vicepresidente del Consiglio regionale Polese – sia sbagliato. Per questo insistiamo su un principio: la surroga dei consiglieri dimissionari Cupparo e Piro serve per ristabilire con un atto giuridico la funzionalità della massima Assemblea legislativa regionale e le sue Commissioni. Le polemiche di queste ore ci convincono ancora di più che quello sia un atto da compiere quanto prima per evitare il rischio che la superficialità demagogica prenda il sopravvento anche su questioni che attengono alla libertà personale di un individuo che ha il diritto di difendersi liberamente in sede giudiziaria”. Poi il passaggio politico che serve a dare chiarezza al quadro regionale : “Rimane invariato il giudizio fortemente negativo nei confronti del Governo regionale di centrodestra e ….proprio per sgomberare il campo da strumentalizzazioni che servono solo ad allontanare le persone dalla politica e preferendo i fatti alle parole, abbiamo appena preparato una mozione di sfiducia nei confronti del Governo retto da questa maggioranza. Mozione che ha premesse esclusivamente politiche e di merito e che ci auguriamo venga firmata da tutti i consiglieri che lo riterranno opportuno e discussa all’indomani della votazione sulla surroga, perché intendiamo sfidare il centrodestra sulla politica e non utilizzando trucchetti giustizialisti per azzoppare chi comunque è stato democraticamente eletto”.
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