TALENTI LUCANI A SANREMO 2023

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di GIANFRANCO BLASI

Care amiche ed amici, è bello poter dire che il Festival di Sanremo 2023 parla anche lucano. E non solo per i media e le radio della nostra regione accreditate e presenti. Parla lucana per merito di due bravissime nostre rappresentanti che vi stanno partecipando. Vabbè, direte, ma Arisa non è una novità. Certo che non lo è. Lei il festival l’ha vinto due volte, l’ha presentato. Arisa non lascia dubbi! Ma sapere che quest’anno, venerdì, ancora una volta calpesterà quel teatro è per noi lucani ennesimo motivo d’orgoglio. La cantante potentina, di Pignola per la precisione, di Pantano di Pignola diranno i più attenti, si esibirà con Gianluca Grignani. La canzone è un cult del tormentato cantautore  milanese. Sto parlando di “Destinazione Paradiso”. Arisa darà il meglio di se stessa e proverà a sostenere  la voce ultimamente un po’ tentennante, ma intensa e vera, di Grignani. Nelle ultime uscite Arisa ha provato a dare corpo, in senso letterale, alla sua immagine. Sono apparse foto di una più marcata sensualità e di una maturità artistica che sono utili a sostenere il ruolo di diva che Arisa merita. La sua voce non solo è una certezza, ma una delle più belle in assoluto del panorama canoro europeo.

Pegah Moshir Pour, cittadina lucana, potentina anche lei, iraniana di origine, è intervenuta martedì per una denuncia contro il regime di Teheran e contro gli abusi, le torture, le uccisioni delle donne iraniane. Pegah è un’attivista per i diritti umani e content creator. Il suo nome è diventato popolare cinque mesi fa, quando, dopo la morte di Masha Amini, in Iran sono esplose delle proteste senza precedenti. Quando aveva solo 9 anni, Pegah è stata costretta a lasciare Teheran per arrivare in Basilicata assieme alla sua famiglia. In quegli anni, le violenze e la repressione del regime islamico si fecero fortissime, al punto da indurre diverse famiglie a scappare dal paese. Per questo motivo, adesso la sua voce è tutta a sostegno delle proteste delle donne e degli uomini esplose dopo l’uccisione di Masha Amini per mano della polizia iraniana.

Mi piace scrivere qui del suo profilo LinkedIn che recita: “Italiana di origine Iraniana, nata tra i racconti del Libro dei Re cresciuta tra i versi de La Divina Commedia”. Una bio che basterebbe già a descriverne la forza e la determinazione, a cui si aggiungono poi due riconoscimenti: lo Standout Woman Award, conferitole a Palazzo Montecitorio, e l’inserimento nella lista dei 100 innovatori e innovatrici che hanno fatto la differenza nel 2022 di StartupItalia.

Per parlare un po’ delle canzoni e in generale del Festival vanno segnalati, intanto lo share altissimo. Molti sembrano snobbare Sanremo, ma poi, all’atto pratico, quasi tutti lo vedono. Non va sottovalutato lo spettacolo intersecato a momenti di alta partecipazione civile. Il mix di vecchie e nuove canzoni. Il picco di ascolto per Benigni, la prima serata, e nella seconda per Albano, Morandi e Ranieri. Pensate. Più di 17 milioni di italiani, mercoledì fra le 9.30 e le 10.15. Benigni, alla presenza di Mattarella, ha fatto un elogio straordinario della nostra Costituzione.

Mengoni sembra il super favorito. Ma Colapesce e Dimartino, con un testo alla Umberto Tozzi di “Ti amo” e una vocalità fortemente  battistiana entreranno nei primi cinque sabato notte. Poi, dalla top five verrà fuori la terna vincente. Attenzione alla musica indie pop  dei Coma Cose, alla sensualità di Elodie, alla forza emotiva di Ultimo, alla classe di Giorgia e alla gioventù di Madame e Tananai, oltre che ai fan di Lazza.

Un paio di citazioni le meritano poi I Cugini di Campagna e gli Articolo 31. La Rappresentante di Lista ha scritto un testo e una musica per I Cugini che sembra uscire da un Sanremo vincente dei Collage. Sorprendente la melodia. Il romanticismo dell’interpretazione dei Cugini ha il sapore di un buon vino d’annata. Non criticateli per come vestono. Loro sono e resteranno così per sempre. Anima mia è un cult a cui non saprei rinunciare. Ogni tanto in macchina da solo me la riascolto. Lettera 22, così si intitola la loro canzone, sarà un successo per amatori e una scoperta per i più giovani.

Dicevo anche degli Articolo 31, un gruppo musicale hip hop italiano, formatosi a Milano nel 1990 e composto da J-Ax e DJ Jad. Avevano litigato, i due. Rotto un’amicizia. Oggi si ritrovano e il testo di J-Ax è una vera e propria “figata” post moderna, ricca di paradossi e umanità.

Il mio brano preferito è però un altro. Quello di Mister Rain. La canzone è una poesia dolcissima, vera, giusta per il nostro tempo.

Ecco la prima strofa di Supereroi:

Non puoi combattere una guerra da solo

il cuore è un’armatura

ci salva ma si consuma,

a volte chiedere aiuto ci fa paura

ma basta un solo passo

come il primo uomo sulla luna,

perché da fuori non si vede quante volte hai pianto

si nasce soli e si muore nel cuore di qualcun altro

siamo angeli con un’ala soltanto

e riusciremo a volare solo restando

l’uno accanto all’altro.

 Mattia Belardi, questo il nome di Mr. Rain, è un cantante, ma anche un discografico. Il questa canzone si accompagna con un coro di bambini, in quella che è a tutti gli effetti una preghiera laica, una dolcissima poesia per l’umanità fragile di questo tempo:  

Camminerò

a un passo da te

e fermeremo il vento come dentro gli uragani

Supereroi

come io e te.

Se avrai paura allora stringimi le mani

perché siamo invincibili vicini

e ovunque andrò sarai con me

Supereroi

solo io e te

due gocce di pioggia

che salvano il mondo …

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Sull' Autore

Scrittore, Poeta, Giornalista

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