TALENTI LUCANI: DOMENICO DANIELE BLOISI E IL FUTURO DELLA ROBOTICA

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lucia lapenta

La sfida che attende il mondo della scienza e delle tecnologie porta il nome di “intelligenza artificiale”. Robot sempre più connessi e impostati per imparare dall’esperienza e intervenire lì dove non arrivano le capacità umane. Umanoidi pronti a svolgere una serie di compiti, sia attivi che passivi, in modo autonomo e senza sosta, nelle grandi fabbriche come nelle abitazioni o nei luoghi di vita comunitaria, come ospedali, centri commerciali, porti, aeroporti e, persino, campi di calcio.

Immaginare, quindi, un’interconnessione uomo-macchina così come una partita, 5 contro 5, tra una squadra di atleti in carne ed ossa e una di robot totalmente autonomi nel muoversi, calciare e rialzarsi senza alcun controllo esterno, non è più fantascienza ma una realtà. Di questa fantastica avventura fa parte anche un giovane ingegnerie lucano, Domenico Bloisi, originario di Lauria, laureatosi a Roma in Ingegneria Informatica che, prima di dedicarsi a questi piccoli robot giocatori ha rivolto il suo interesse scientifico al processamento di immagini provenienti da una o più telecamere e a sistemi di sorveglianza intelligenti. Un esempio pioneristico e interessante, realizzato dall’ingegnere lucano è quello di Venezia: “E’ stato – racconta Bloisi – il primo progetto di cui mi sono interessato dopo la laurea. Ho realizzato un sistema di 60 telecamere posizionate sul Canal Grande per scopi non solo di monitoraggio del flusso ondoso che impatta sui pali sui quali sono costruiti gli edifici storici, ma anche di sorveglianza delle imbarcazioni e del loro limite di velocità”. Ma è dal 2016, dopo diverse esperienze maturate in qualità, prima come studente visitatore al Digital Imagine Research Center (DIRC) della Kingston University a Londra e, poi, come ricercatore ospite nel prestigioso Laboratorio (GRASP) dell’Università della Pennsylvania (primo centro incubatore di robot al mondo)  è divenuto il direttore tecnico dell’SPQR robot soccer team. 

“Il progetto dei robot calciatori – dice il trentasettenne, laureato nel 2006 n ella specialistica di ingegneria informatica all’Università “La Sapienza” di Roma – è un’idea tutta giapponese che il Diag, il Dipartimento di ingegneria automatica e gestionale “Antonio Ruberti”  con il coordinamento del Professore Daniele Nardi, ha e continua ad  implementare. L’anno scorso abbiamo partecipato alla Robocup 2018 nella categoria Standard Platform League ed abbiamo ottenuto l’ingresso nelle 12 migliori squadre del mondo. L’obiettivo ultimo è quello di avere, nel 2050, la partita tra la squadra che vince la Robocup contro la squadra che vince il Campionato mondiale, con le regole della Fifa”.

Visti da vicino, questi robot dagli occhi grandi assomigliano a dei giocattoli; in realtà sono dotati di capacità di ragionamento e di coordinamento senso-motorio, capaci di muoversi attraverso wifi con un messaggio ogni secondo e linee e linee di codice.

“Ogni robot – spiega Bloisi, premiato per la miglior tesi di laurea 2005 in Ingegneria informatica e nel concorso Reti di sensori wireless per le telemedicine – porta il nome di antichi imperatori romani e sono provvisti di 25 motori, 11 gradi di libertà per le gambe e 25 gradi in generale. Hanno per il momento l’autonomia di giocare due tempi di 10 minuti ciascuno in un campo da calcio delle dimensioni di 6×9 metri quadri. Inoltre, sono i primi cinque robot capaci, oltretutto, di giocare all’aperto”.

Una sfida nella sfida che, inevitabilmente, pone delle questioni delicate sul futuro e sull’interconnessione uomo-macchina.

“Si andrà sempre di più – sostiene l’ingegnerie che è anche menbro del laboratorio VIPS del Dipartimento di Informatica di Verona e ricercatore del Dipartimento di Matematica, Informatica ed Economia dell’Ateneo lucano – verso la sostituzione dell’uomo con i robot, almeno nei lavori più usuranti o di estrema precisione. Ma, fortunatamente non saremo del tutto tagliati fuori se continueremo ad avere la flessibilità – ciò che manca alle macchine- e soprattutto ad elaborare strategie, concependo il lavoro non direttamente legato alla catena di montaggio così come si sta facendo, proprio in Basilicata, alla Fiat Sata di Melfi nel progetto di coworking tra Robot e operai, in cui sono stato coinvolto, per sperimentare nuove linee di produzione automobilistiche”.

Il mondo della robotica come quello delle tecnologie non si fermerà. Bisognerà impegnarsi per restare al passo e vincerne la partita.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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