Matera capitale del Caro casa!

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GIUSEPPE DIGILIO

Impossibile per chi cerca casa trovare un appartamento anche piccolissimo a prezzi contenuti. E’ il prezzo da pagare per essere Capitale Europea della Cultura. Un imprevisto del successo che la città capoluogo di provincia riscuote a livelli imprevisti. Matera ha cominciato la propria rinascita negli anni ’90 con il riconoscimento a patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Un riconoscimento mondiale in grado di far scoprire al mondo il fascino dei Sassi che fino a quel momento erano stato destinati a discarica a cielo aperto e a insediamenti di servizio. Fu in quel periodo che nasceva la più importante opera di ristrutturazione del patrimonio immobiliare artistico e culturale degli antichi rioni in tufo.

Un’operazione d’importanza strategica per l’offerta turistica della città che, negli anni a seguire, è cresciuta talmente tanto da riuscire a imporsi come città tra le più visitate in Italia e, in seguito, insignita del titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Una prova da sforzo per la città che ha dovuto percorrere velocemente i tempi di adeguamento per restare al passo con le offerte del mercato turistico mondiale.

Meriti a parte per chi ha saputo capitalizzare questa circostanza interpretando al massimo le ragioni di una nomina, il successo di Matera è nella bellezza delle sue origini e nella proverbiale indole accogliente dei Materani i quali, però, da questo successo, salvo per alcuni singoli casi d’imprenditoria lungimirante, non hanno dI che festeggiare. Anzi, dai dati macro economici sulla qualità della vita nelle città Italiane, Matera, nonostante tutto, non fa registrare significative differenze con gli anni passati restando sempre nella parte bassa della classifica delle città per reddito pro capite. addirittura inferiore a quello della media regionale dove, a Potenza, si registra un reddito pro capite più alto. Eppure, l’occasione da Capitale culturale. è capitata a Matera.

Se i commercianti e gli imprenditori Materani non festeggiano come dovrebbero, datI le aspettative e gli investimenti prodotti per lo straordinario evento capitato alla città, i cittadini soffrono ancora di più. In special modo quelli che sono alla ricerca di un immobile da fittare o da comprare. Complice l’aumento indiscriminato dei costi di mercato degli immobili.

Comprare casa o fittarne una, a Matera, è diventato un lusso che in pochi si possono permettere.

Quelle sgombere, disponibili, sono da ristrutturare, mentre, quelle già ristrutturate, costano molto di più delle nuove, ma, in generale, chi le possiede preferisce destinarle a casa vacanza piuttosto che fittarla a canone di mercato. Canone di mercato che, a prescindere dalla zona in cui si trovA l’appartamento in questione, è comunque aumentato vertiginosamente, ma non abbastanza alto da convincere i proprietari a fittare nel medio lungo periodo piuttosto che destinarlo ad accoglienza turistica.

Per queste ragioni, in città, le case sono impossibili da trovare e questo crescendo di notorietà ha contribuito a ridurre l’offerta per i cittadini residenti cui si preferiscono quelli temporali. Gli “abitanti culturali temporali”. Così sono stati identificati dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 i turisti mordi e fuggi che visitano la città in massimo tre giorni sborsando la stessa cifra per un fitto camera che, un locatario stabile, pagherebbe al padrone di casa per un intero mese.

Un imprevisto della crescente notorietà che, se pur portando valore all’offerta turistica locale, crea problemi a chi avrebbe deciso di viverci per tutta la vita.

Del resto in tutta la città ci sono circa 4700 edifici di cui 3500 di edilizia residenziale, per poco più di 60000 abitanti. A questi vanno sottratti circa 1000 appartamenti destinati a B&B, case vacanza e piccoli alberghetti diffusi.

La maggior parte degli immobili liberi, però, è di proprietà del Comune che non ha intenzione di metterli sul mercato. Per questo, chi ha casa chiede di più, chi la cerca non può pagarla e per i superflui fu inventato lo Stato. Così parlò Zarathustra.

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