TAMPONI RAPIDI, MA CHI VE LE DA’ QUESTE IDEE?

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Un mese fa da queste colonne si auspicò un uso massiccio dei tamponi rapidi per tenere sotto controllo fasce di popolazione. La tesi era che ci sono tre punti da presidiare con tutta la migliore organizzazione possibile: i luoghi di produzione, le scuole e i presidii sanitari. Dicemmo che negli ospedali bisognava organizzare un forte intervento che comprendesse il controllo settimanale di tutti gli operatori, medici, infermieri, amministratici, ausiliari e persone addetta alla pulizia nonché  personale e degenti delle R.S.A Mantenere sotto controllo questi presidii è vitale, perchè è come mantenere integri i soldati che fanno la guerra. la stessa cosa per i posti di lavoro, dal momento che il crollo della produzione è una conseguenza nefasta per la vita sociale, sia dal punto di vista della disoccupazione, sia da quello del pil regionale. La scuola poi  in presenza non è un optional, ma una necessità da salvaguardare permanentemente, sia in relazione all’apporto educativo indispensabile per la crescita, sia in relazione all’organizzazione familiare che  sulla scuola fa affidamento  per l’insegnamento e la custodia dei figli. Oggi sono stati richiesti cinquantamila tamponi rapidi e sono stati destinati alla popolazione generale dei due capoluoghi. Una scelta che non ha né capo né coda, al di là della facile strumentalizzazione cui si presta per un privilegio di cui si poteva fare a meno. Non ha senso per due motivi: il primo è che non esiste nelle due città una organizzazione capace di monitorare  in pochissimi giorni una così vasta moltitudine di persone. Finirà che le cose andranno per le lunghe così che nell’arco di un mese le persone che hanno fatto il test sono esattamente al punto di partenza , al pari di quelle che non sono riusciti a farlo. Siamo a fine novembre e la famosa organizzazione regionale non ha ancora i vaccini per l’influenza, figurarsi se adesso siamo in grado di portare venticinquemila persone nel giro di una settimana a farsi il tampone.  Ma la logica stessa dello screening è di mantenere sotto controllo permanente determinate categorie di persone, quelle che salgono nella scala di priorità del controllo epidemiologico e cioè i sanitari, i lavoratori ( operi, commesse, cassiere) e, appunto gli studenti. Adesso, con la chiusura delle scuole fino al 7 gennaio, questa categoria può aspettare per lo screening. Riversare tutti gli sforzi verso le categorie che proteggono la vita ( sanitari, forze dell’ordine) e che assicurano la sopravvivenza ( lavoratori) e predisporre un controllo settimanale degli stessi, è il modo più proficuo per  un intervento di contenimento dell’epidemia in attesa del vaccino. Abbiamo visto che succede in un ospedale se circola il contagio. Cerchiamo di avere un minimo di coerenza. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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