Tecnologia 5G alle porte e si apre la sfida tra chi teme i rischi della salute pubblica e chi no

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Giovanni Benedetto

A Filiano, nel convegno organizzato dal deputato europeo Piernicola Pedicini, si è parlato della nuova tecnologia del 5g e i possibili rischi sulla salute. La nuova tecnologia è in fase di sperimentazione in alcune città, entro il 2020 entrerà in funzione su tutto il territorio italiano.
Per consentire al 5G di partire, il governo italiano ha già assegnato alle aziende telefoniche che hanno partecipato al bando: Telecom, Vodafone, Fastweb, Tim e Iliad le frequenze della banda 700 mhz, 3,5 ghz e 26 ghz.

Entrerà nelle casse dello Stato dall’asta pubblica già fatta qualche anno fa, una cifra inaspettata di 6,5 miliardi di euro.
La tecnologia 5G succede al 4G ma non si tratta di una sua semplice implementazione ma di una vera e propria rivoluzione.Rispetto alle precedenti tecnologie, permette maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta (latenza) più rapidi e la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea.

L’utente per disporre del servizio 5G deve dotarsi di un nuovo cellulare, col nuovo cellulare man mano che la rete si estenderà e svilupperà i servizi da mettere a disposizione degli utenti egli, volendo, potrà  collegarsi con la casa domotica, programmare e telecomandare a distanza tutti gli elettrodomestici o qualsiasi device casalingo collegato in rete.
Potrà collegarsi con l’ospedale per essere monitorato o per un Ecg, potrà  in un prossimo futuro pilotare la sua auto elettrica, e fare tante operazioni che al momento risultano ancora inimmaginabili.
I servizi offerti dal 5G saranno erogati dalle stazioni base dei gestori su tre gamme di frequenze, come sopra riportate, a seconda della velocità che i software per gestire i vari servizi richiederanno, si pensa che in ogni kilometro quadrato saranno collegati permanentemente alla rete circa un milione di device.
Ai benefici che il 5G potrà apportare alla società in genere si contrappone il timore delle associazioni ” NO 5G “che richiedono studi certi e approfonditi per scartare qualsiasi dubbi sulla nocività delle emissioni elettromagnetiche generate dalle nuove antenne.
Infatti tra i tanti adeguamenti della rete trasmissiva oltre a usare nuove frequenze aumenteranno il numero delle antenne trasmittenti in città poiché le frequenze a 3.5 e 26 Ghz risentono dei piccoli ostacoli che incontrano per cui bisogna che siano più vicini possibili alle abitazioni.
È vero, che già da molto tempo, conviviamo con i campi elettromagnetici, che sono radiazioni non ionizzanti e non nocive sul corpo umano secondo studi epidiemologici, pareri di organismi internazionali, supportati da un’esperienza pluridecennale e disciplinata pure da leggi che ne limitano i valori.
La novità che introduce il 5G potrebbero riguardare presunti aumenti di campi elettromagnetici nei centri abitati e sopratutto l’utilizzo di nuove frequenze: 5 Ghz e 26 Ghz mai usate finora nel campo della diffusione e quindi nei centri abitati.
Ci potrebbero essere dei rischi teorici paventati da alcune associazioni o movimenti che in mancanza di certezze scientifiche preferiscono avvalersi del principio della precauzione: si sospende il servizio in attesa di studi più fattibili per la verifica dell’effetto delle nuove frequenze sul corpo umano, non solo, anche sulla biodiversità in generale.
Gli effetti più dannosi che si potrebbero indurre sull’uomo sono effetti termici alla stessa stregua di ciò che avviene quando si porta all’altezza dell’orecchio il cellulare per lungo tempo e interferenze con le nano correnti elettriche del nostro sistema nervoso che potrebbero disturbare finanche le sinapsi.
Questi effetti si moltiplicano sui bambini a causa di un sistema immunitario debole o pelle, ossa e tessuti più fragili.  Gli studi richiedono tempi lunghi perché certi effetti anche se nocivi talvolta si manifestano solo dopo decenni: un’eternità rispetto  ai tempi della rivoluzione tecnologica cui stiamo assistendo.
Quando non si conoscono gli effetti negativi si applicano le misure più severe e vantaggiose per la salute: principio di precauzione.
Un principio che negli Stati Uniti è ribaltato, gli americani partono dal presupposto che tutto è tollerabile fino a quando non si dimostrano gli effetti nocivi, tant’e’ che il 5G è partito dal 2018.

Davanti ai tanti interrogativi, tutt’ora non  chiariti, posti anche nel passato sulla nocività dell’uso della telefonia cellulare ci sono delle certezze: esso ha reso un grande servizio ai singoli, alle famiglie, al mondo del lavoro e ha salvato pure tante vite umane.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia della sede Rai di Basilicata nata nel 1959. Collaboro col periodico di attualità e cultura, " il messo" con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari Scrivo sul periodico " Armonia" edito dall'associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.

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