TEMA: MIA MADRE

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PREFAZIONE
Racconto di un tema scolastico del1959, il mese era Marzo.
Racconto che ebbe nota di merito in ambito scolastico nella città di Potenza, è la storia vera di un alunno che frequentava le scuole elementari Scalo inferiore, l’insegnante era il maestro Labbano, il direttore scolastico era Garramone, l’alunno che svolse questo tema: Domenico Friolo.
Ecco quello che scrissi, commuovendo tutti i miei compagni di classe, tra cui Dino Becagli e che emozionò il maestro, tanto da indurlo a notificare il tema al direttore scolastico.

TEMA: MIA MADRE

* Quel giorno a Potenza,
nel cielo splendeva il sole
noi bimbi, tra i banchi di scuola,
tra una lezione e l’altra
scrutavamo verso i cento gradini.

Noi piccoli, eravamo un po’ disorientati,
dalla notizia ricevuta: dover cambiare
scuola e trasferirci allo Scalo Inferiore.

Sentìmmo bussare e un confabulare
alla porta: era la signora Di Muro,
poi la maestra mi chiamò per nome.
Mi disse:~ Devi andare a casa.~
La signora Di Muro ti accompagnerà.

Mi chiedevo il perchè, senza capire.
Mia sorella mi accolse, con un abbraccio
trattenendosi dal piangere, non capivo…
Aggiunse: dobbiamo partire subito.

Quel viaggio, era diverso, era greve.
Non mi affascinava il paesaggio,
che in altri viaggi, mi meravigliò.
Il treno correva in un’ orario sballato,
infatti non trovammo il bus in attesa
di coincidenza, ma un autotaxi.

L’auto veloce, risalì la S.S. centoquattro,
giunse al borgo appollaiato sul colle
Sapevo, conoscevo quel luogo lassù.

I paesani ci vennero incontro rattristati,
erano in tanti, tutti col viso funereo,
dividendosi, separandosi, facilitarono
il nostro passaggio lungo la strada
colma di gente infreddolita e triste:
ci aprirono un varco, quindi
giungemmo alla mia porta…

Le donne si strappavano i capelli,
piangevano, senza infingimenti.
tra alti candelabri che sorreggevano
ceri profumati e con tremule fiamme.

Mia madre, era distesa sul letto
col viso tra i capelli lunghissimi,
non indossavava l’elegante
abito rosso che le piaceva tanto…
ma era vestita di nero sfumato di raso.
Giaceva candida, profumata, luminosa
bella come non mai.
La volevo accarezzare, stringerla a me…

Misero una sedia accanto al letto
che era antico e troppo alto per me,
che avevo chiesto di darle un bacio,
mi avvicinai a lei, ma…

Mi si ghiacciò il sangue nelle vene,
al poggiare le mie labbra
sul suo viso…

Rimasi sconvolto.
Non sapevo e nessuno mi disse mai
che i morti diventano freddi:
mi ritrassi,
fu come baciare del marmo…
fu come baciare una pietra gelida…
che attimo infernale, tempestoso.

Mia madre, senza il suo tiepido calore…

Ebbi sofferenza e pena, la gola si strinse
al pensiero che avevo perso mia madre.

Le braccia di mio padre mi avvolsero,
vennero in soccorso, cercai i suoi occhi,
il suo sguardo amaro, vagava nel silenzio
infondendo una triste consolazione…

Nel mentre ricominciarono
nenie funebre, lamentazioni e pianti.
mi addormentai per un pò, sfinito e triste.
Quel giorno, il sole di Gennaio
non fu mai caldo: fu soltanto luce.
Infine, stancamente, giunse sera.

La fiamma del lume, prigioniera del vetro illuminava i respiri,il requiem e il dolore.

Sotto l’ampio gelido cielo
avevano già scavato una fossa
per lasciarla giacere in pace.

Era contenta e vitale, eppure…

È morta piena di vita.., a casa sua,
seduta al tavolo, dopo aver cenato.

Là, in quella semplice dimora,
ora riposa il suo spirito,
là dove voleva vivere,
nella semplicità della sua casa e di certo,
non pensava alla terra nuda e amara.

Mio padre rapito dal ricordo, raccontò
qualcosa di mia madre:
“Ella tornò a casa, come sempre,
Ieri sera, non era molto stanca.

Forse, aveva qualche guaio taciuto ?
Forse fosse tormentata? Chissà…
Non è cosa da poco, saperlo.”

Fu forse la solitudine, per lei
madre di cinque figli e nessuno,
nessuno, quella sera, era con lei.

In quella casa, madre, dove volevi vivere,
riposerà la tua anima, tra le tue cose.
per te importanti, foto a ricordare noi…
i tuoi figli e i nipotini troppo lontani da te.

Là, in quella casa è rimasta la tua anima
con il tue movenze di donna bella, esile,
tenace, forte e di amorevole madre.

Cara, madre mia, nei giorni successivi senza te a casa, tristemente quel lume muoveva le nostre ombre sulle pareti
in lenti goffi movimenti senza più senso.

Noi, con gli occhi arrossati dal pianto,
ci si invitava, l’un l’altro, incoraggiandoci
a mangiare qualcosa, purtroppo,
era come ingoiare la nostra tristezza
con il nostro dolore amaro, struggente.

Ritornava martellante il pensiero, sospinto dalla tua assenza tra di noi
: oh madre: come ci manchi….

Prendevano consistenza
pensieri ormai al passato:
“”Madre, eri nel pieno del vigore “”
“” Madre eri nel pieno della vita “”
“” Madre ci lasciavi, e non volevi.
Incompiuta, struggente
estrema tua volontà. “”

Nella Calata Monte Carmelo
al numero civico 25, seguìrono silenzi sommessi, delle persone amiche,
Poi tutto finì
si svuotò la nostra casa e senza di lei
divenne deserto quel luogo, rimase papà
con il gatto a fargli compagnia

In questo gennaio, madre, non solo tu, perdesti la vita, in quei giorni, con te,
perdemmo anche la nostra vita insieme.

La sera che precedeva il nostro rientro
a Potenza, eravamo sulla soglia
della porta di porta di casa, ad osservare
il mare, la volta celeste ricolma di stelle,
dalla campana della Cappella, ci giunse,
suonato da un alito di vento, il rintocco
della campana, che…
Scosse i nostri pensieri in fantasie consolatrici per il dolore nostro
; una voce familiare disse:
questo rintocco è un saluto… è un dono
irrorato dalla lacrima della Vergine
Madonna del Carmelo, rispondemmo:
Addio madre, Riposa in pace,
tra le le braccia del Signore.

by Domenico Friolo

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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