TERRA, MADRE TERRA!

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La mia poesia più bella non è stata mai pubblicata, né  in antologie, né sui giornali. L’ho tenuta come tesoro nel mio animo per lunghi anni. La scrissi dopo il terremoto del 1980, che colpì anche Potenza. Allora
 capii la debolezza degli uomini a fronte di enormi catastrofi naturali. Poi sono successe cose provocate dagli uomini e ho ripensato a questa mia terra e ai nuovi pericoli che su di essa incombono. Che lasciano ferite ancora più profonde di un terremoto e che forse non possono essere più risanate . Le tracce di un terremoto possono essere cancellate dopo una ventina d’anni, quelle invece lasciate da una alterazione della natura , da un inquinamento delle falde acquifere, da uno stravolgimento dell’ecosistema non possono più essere riempite da strucchi e colori perché riguardano la perdita di risorse indispensabili alla vita. Rimettere in sesto queste ferite è impresa quasi impossibile, mentre è possibile non infliggerne altre al nostro territorio.  Bisogna ricordarsi che la mano dell’uomo è transitoria rispetto alle centinaia e migliaia di anni che occorrono per digerire l’oltraggio fatto alla natura, e questo enorme lasso di tempo non può che vedere il trasferimento di un pericoloso fardello alle generazioni che verranno. 
Di questa poesia, chiedo umilmente che diventi riflessione per tutti.
Definitela implorazione, preghiera, invito…chiamatela come gradite, essa suggerisce a tutti noi di rispettare la nostra terra.

TERRA, MADRE TERRA!

Entrando
in casa altrui,
àbbine rispetto.
Chiedi permesso…
Prima di varcarne
la soglia, presentati.
Togliti i calzari,
fai attenzione
dove poggiare
i piedi, composto
porgi con educazione
la mano, garbatamente.
Stringi la mano
protesa verso te.
Con cautela siediti,
se ti viene proposto.
Ammira la disposizione
dei mobili, degli oggetti
magnificali, donerai piacere.
Mostra interesse
alle parole, complimentati
dei gusti di chi ti ospita.
Indica con le mani
le cose belle, di valore
senza toccare:
mostrando rispetto
della persona e le cose
della casa altrui.
Sei un ospite
in questa casa,
così come sei
ospite della Terra.
Anche quì
sei un ospite,
lo sei, del luogo più tenero,
lo sei, nella casa più bella:
lo sei, in casa del Signore.
Abbine cura, amala,
l’ abiterai per un tempo.
Ah!, e non danneggiarla,
proteggila, abbine cura.
Violandola, caspestandola
sarebbe come calpestare
il corpo del Signore.
Non farlo…
La Terra,
è anche la madre
che ti nutre, ti disseta.
Rispetta la Terra
lasciala in ordine.
Domani saranno ospiti
di essa, i tuoi figli:
lascia loro, la purezza
di questo dono di Dio.
Non trafiggerla.

(Domenico Friolo).

TERRA EMARGINATA

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Domenico Friolo

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