The School of wonder contro il bullismo (apprendere nuovi modi di relazionarsi)

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ANNA MARIA SCARNATO

The School of wonder contro il bullismo (apprendere nuovi modi di relazionarsi) Bullismo, una parola che sempre più frequentemente è pronunciata a descrivere situazioni in cui, in contesti diversi, dalla strada ai mezzi pubblici, ai locali di aggregazione giovanile, alla Scuola, molti sono i ragazzi che adottano comportamenti lesivi nei confronti di altri, presi di mira poiché “agli occhi” tanto diversi dall’idea-immagine costruita e custodita nella fantasia di un singolo o di un gruppo, spesso “branco”, diversi e non assimilabili all’abito comportamentale che i bulli scelgono di indossare. Sì, all’inizio un abito che, mano a mano, diventa sostanza sempre più alimentata da “tossine” che li rendono allergici ad abiti cuciti sul cuore. E il bullismo, che divora lo spirito di chi lo esercita, domina in un rapporto di forze impari tra tensioni emotive, da un lato, nutrite da presunzione di forza superiore e, dall’altro, da condizioni di debolezza, direi mitezza, sovente dettata da una bassa autostima e disagio, ritenute caratteristiche differenti dalle proprie, valutate nell’aspetto esteriore e non accettate. Da deridere e aggredire, quando va bene, attraverso l’esercizio più becero di un linguaggio tutto proprio, spesso scurrile. In molti casi, il bullismo culmina in atti di aggressione fisica verso quello o quelli ritenuti oggetti di invidia e gelosie, capri espiatori su cui sfogare le proprie frustrazioni. Sì, frustrati e deboli sono i bulli, incapaci di confrontarsi lealmente con gli altri se non con la forza dello scherno e delle mani, mancanti di senso di colpa o
autocritica. Quante ferite nell’anima e nel corpo, quanto isolamento producono gli eventi di bullismo! Interrogano le coscienze dei “grandi”, degli educatori, Famiglia, Scuola, Società. Dove si sbaglia, dove si sta andando, quale mondo si vuole costruire, come affrontare questo grave problema, come cambiare il modo di relazionarsi con i figli, con gli scolari, con gli studenti. Come trasformare queste forme strane di approccio all’altro in altre fatte di gentilezza, collaborazione, amicizia, rispetto, coraggio e scelte quotidiane di maniere gentili verso chiunque si incontra sul
percorso della vita……Come allargare lo sguardo su cosa significa essere umani……esseri capaci di gestire le emozioni. Come aiutare senza colpevolizzare un ragazzo che va rieducato in modo mirato e specifico affiancandolo come mai si è fatto prima…… E se nella Scuola dell’Infanzia non si può parlare di forme di bullismo quanto più di egocentrismo non ancora modificato dalle prime esperienze di socialità, dopo il primo distacco dalla famiglia, nella Scuola primaria e nella secondaria di primo grado, a fronte del fenomeno dilagante in età adolescenziale, l’attenzione che il tema richiede è una risposta che tutti i responsabili del benessere degli alunni, dirigenza, docenti, famiglie e personale scolastico, sono tenuti a dare, uniti a creare una omogeneità di interventi proficui alla lotta al bullismo.

E’ ciò che brillantemente, nella serata di venerdi 26 maggio, nel cineteatro Andrisani di Montescaglioso, gli alunni di quattro classi seconde della Scuola secondaria di primo grado dell’I.C. Palazzo Salinari, diretto dalla prof.ssa Carmelina Gallipoli, precisamente 2A (prof. Petrocelli-Santarcangelo, 2B (prof. Palazzo-Bubbico), 2C (prof. Bitondo-Tralli) e 2D (prof.Oliva-Dell’Acqua), hanno rappresentato, interpretando sfumature di bullismo attraverso tecniche comunicative ed espressive di recitazione, canto, danza e musica, situazioni reali di disagio attraverso dialoghi in cui sono stati messi in risalto i sentimenti negativi relativi all’ aggressività di un mondo distante dai valori che invece devono affermarsi per unire una diversità umana a cui va riconosciuta una uguale dignità. Il tutto ha condotto alla riflessione che non ci si può omologare per farsi accettare. Aver coraggio, rimanere se stessi, sostenere con forza gli sguardi curiosi e diffidenti degli altri. Percepirsi supereroe e non identificarsi nel ruolo di “astronauta”, solo nel viaggio verso un mondo “distante” per colpa di qualcuno. Solo se si sceglie di uscire allo scoperto, confidarsi con qualcuno che aiuti la vittima ad acquisire maggiore fiducia in sè. Le vittime possono porre fine a comportamenti persecutori e spietati. Questi i messaggi che, insieme alle note di significative canzoni hanno emozionato una platea silenziosa, emotivamente coinvolta, variegata ed entusiasta, da parte di alunni preparati, convincenti, super impegnati come le competenti docenti di corso. Tra il pubblico Giudici del tribunale civile, alti rappresentanti delle Forze dell’ordine che ben conoscono l’entità del fenomeno che quotidianamente affrontano, esponenti delle Istituzioni. Tutti alleati della Scuola insieme al Presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, assente per impegni di lavoro, che ha affidato alla Dirigente C. Gallipoli il suo messaggio di impegno a collaborare con l’Istituto scolastico per il bene degli alunni della comunità. Che dire, poi, della bravura e abnegazione della prof.ssa Stefania Petrocelli, referente del progetto “Il bullismo si vince insieme”! E’ stato evidente e apprezzato come ha messo “insieme” gli alunni di classi diverse in una prova di unità, di simultaneità rappresentativa ideale tale da far venire in mente il best seller di Palacio da cui è stato tratto il film “ Wonder”, in cui, da una cupa narrazione di fatti che svelano profonde verità, può nascere la speranza che i semi piantati possano d’ora in poi “parlare di noi” con rispetto. Essere la bellezza, la meraviglia, sempre, dell’essere umano. Tutta la rappresentazione è un fare i conti con la verità, è rimarcare un’emergenza che non si può ignorare. Il bullismo che mina l’esistenza stessa di chi ne viene fatto bersaglio. La scelta di questo tema attualissimo in una manifestazione di fine anno scolastico è, poi, “uno studio” approfondito di emozioni che il teatro facilita, la musica libera, un ripiegarsi su stesso da parte dei ragazzi, delle famiglie, per dare conferma al valore di una Scuola che lavora per la comunità per renderla migliore. Wonder, ragazzi! Wonder of your School.
Per ultimo un plauso all’attore Dino Paradiso, conosciuto non solo in Basilicata, e che, in verità, ha dato avvio alla serata con uno show esilarante da rendere “leggera” una “lezione” sul significato di “compagno”, sull’importanza della lingua, di una lingua “corretta”, “nobile”, ”ricercata”, da dar decoro a chi la usa, come Dante dice nel “De vulgari eloquentia”. L’attore, poi, ha declamato con maestria alcuni versi tratti dalla Divina Commedia (Inferno Canto XXVI), sapientemente scelti a introdurre il contenuto della serata. Tra questi: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza” ( Versi 18,19,20). Ecco racchiuso il più bel messaggio che ai ragazzi di oggi si possa lanciare, quello che chi sta scrivendo ha raccolto tra i più significativi del monologo. E Il cassetto dei ricordi scolastici dell’attore che si è aperto ai presenti a svelare i pensieri nutriti verso i compagni e i suoi insegnanti nella sua vita da studente e che rispecchiano tempi diversi durante i quali l’interrogazione, come tra l’altro anche oggi accade, la descrizione di emozioni vissute in classe, con l’ansia e la paura di essere interrogati, di sfigurare di fronte ai compagni, sono state lì a stimolare i ricordi di una Scuola luogo d’incontro, di tante parole, di tante lingue e di tanti insegnanti non “bullizzati” o presi a “proiettili a salve” e in classe ridicolizzati come la cronaca di questi giorni riporta.
Che serata ragazzi! Wonder…..The School of Wonder….la vostra. Grazie per quello che non è stato solo uno spettacolo ma una prima verifica di base su cui ora continuare a costruire nuovi modi di relazionarsi sul teatro vero della vita fuori dalla Scuola. Per i “bulli” ci sia un “Mare fuori”, un sogno che faccia pensare alla bellezza, alla libertà del mare per riprendersi la vita dal vuoto dei loro pensieri.

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