SI RIAFFACCIANO LE PALE EOLICHE A MATERA

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Ricordate le pale eoliche che dovevano nascere su Matera e che tanto putiferio hanno creato nella città dei Sassi? Ebbene rischiano di sorgere in coincidenza dell’apertura dell’anno da capitale della cultura europea. Che, se nascono, dovrebbe avere almeno la dignità di chiamarsi capitale dell’incultura ambientale, dell’abborracciamento burocratico e della impotenza legislativa. Insomma quel parco eolico da quindici pale per una potenza iniziale di 2,0 mw per ciascuna colonna in località Matine, a ridosso della città, del sito Unesco e che aveva registrato il parere contrario del Comune, della Soprintendenza per i beni Architettonici, dell’’Ente Parco archeologico delle chiese rupestri, oggi si ripropone modificato con 8 torri eoliche, il tutto –assicura la società- ferma restando l’originaria localizzazione degli otto aerogeneratori previsti nella rimodulata proposta progettuale. Cioè non saranno quindici ma sempre lì le piazzeremo. Questa storia, che è stata ancora una volta riportata all’attenzione da Pio Abiusi coordinatore dell’Associazione ambiente e legalità, è emblematica del traccheggiamento con le normative che gli uffici regionali hanno portato avanti, con atti non chiari e attraverso vie che hanno portato il TAR a bacchettare la Regione per il modo “ approssimativo” di procedere: annullate la delibera autorizzativa del 2013 e la decisione della conferenza dei servizi. Quindi nuova proposta della Zefiro che viene approvata come “ modifica non sostanziale”. Macchè. Il Tar le dichiara “modifiche sostanziali “, la Regione ricorre al Consiglio di Stato il quale dà torto alla Regione e annulla la DGR con tutti gli atti. Siamo al 2015 . Partita chiusa? Per niente!. La Zefiro preso atto delle sentenze  rinunzia alla modifica del  Layout e chiede alla Regione di pronunciarsi, siamo al 16 novembre 2015, e Zefiro intende ritornare al via e partire da zero.  La Società Zefiro ribadisce di tenere in vita solo il deliberato del CTRA-Comitato Tecnico Regionale Ambientale- non annullato dal TAR ma esso ha un vizio di forma perchè l’istruttore propose (ed i partecipanti approvarono) di non sottoporre a procedura di valutazione ambientale- Sic!, E’ proprio vero che la compagine andava dove il vento la portava includendo nella veleggiata anche  l’ufficio energia! La determina dirigenziale del 30/11/2004 :Valutazione di Incidenza del Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese  Rupestri  prescrive  che tutti i progetti relativi ad interventi da realizzare all’interno dell’area parco e quelli compresi nella fascia di 5 KM esterna al perimetro dell’area SIC e ZPS “Gravine di Matera” IT9220135 devono essere sottoposti a “specifica” procedura di valutazione di incidenza ambientale. Tutte le pale hanno una distanza dal Parco inferiore ai 5 KM. La V.Inc.A. va fatta ed oggi anche l’Ufficio Contabilità Ambientale ne è a conoscenza. Zefiro adisce al Tar che ordina alla Regione di pronunciarsi e qualora vi sia inadempienza di nominare il Prefetto  quale commissario ad Acta o suo sostituto, la sentenza è del 5 /4/2017. Il commissario ad Acta viene nominato e chiede lumi al Tar circa l’applicabilità  della LR 54-2015 sul corretto inserimento delle FER ( fonti energia rinnovabile)  nel paesaggio. Il TAR conferma a questo punto la partita è chiusa e si deve chiudere perchè i Sassi  ed il parco delle chiese rupestri di Matera che sono sito Unesco coicidente con l’area SIC-Zps sopra descritta hanno un baffer di 8000 metri. Le pale non si possono impiantare.  A nulla serve  presentare il nuovo progetto che è anche esso modifica sostanziale e significherebbe far ripartire la procedura ex-novo. Però il vento della Zefiro è potente assai e c’è il pericolo che cambi direzione.

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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