Di Girolamo Bresciano si hanno poche notizie ma sappiamo che fu molto nel territorio lucano tra il 1628 e il 1645 e che, secondo alcuni studiosi era nativo di Pietragalla. Altro elemento fondamentale della sua arte è che Girolamo Bresciano era probabilmente allievo di Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa, del quale subì l’influenza al punto tale di rifarsi totalmente al maestro e dal quale prese spunto per l’equilibrio e l’armonia tra le figure, il modo di interpretare la luce e lo schema compositivo. Un vasto corpus di opere presenti nel territorio lucano sono attribuite a Bresciano come ad esempio l’Incoronazione della Vergine di Santa Maria degli Angeli ad Avigliano in cui è possibile osservare in pieno questi aspetti derivati dalla pittura del Pietrafesa ossia la struttura compositiva secondo la più autentica tradizione manierista: la Madonna in gloria, in questo caso affiancata da Cristo, nel registro superiore con una luce divina a fare da sfondo della composizione e i tre santi Francesco, Antonio e Agostino rispettivamente nel registro centrale e nel registro inferiore della composizione.

Girolamo Bresciano, Incoronazione della Vergine e i SS. Francesco, Antonio e Agostino, XVII sec., Avigliano, chiesa di Santa Maria degli Angeli (foto tratta da basileusonline.it)
Qui i santi Antonio e Agostino, indirizzano lo sguardo verso l’osservatore, come per invitarlo a seguire l’esempio di Francesco il quale è raffigurato inginocchiato in preghiera al cospetto della Vergine. In questa composizione pittorica, Girolamo Bresciano mostra di aver appreso i principi dell’arte manierista tipici della pittura del Pietrafesa facendoli propri. Ma se ci si sposta da Avigliano a Barile, si scopre che nell’opera di questo straordinario artista i principi dell’arte manierista appresi dal Pietrafesa e lo stile dello stesso si accostano al racconto della storia del territorio. Proprio a Barile, nella chiesa di San Nicola Vescovo è conservato uno straordinario dipinto di notevole interesse storico artistico attribuito a Girolamo Bresciano che ambienta la scena all’interno di una elegante camera da letto con vista sul paesaggio circostante. Anche in questo caso, dal Pietrafesa deriva l’impostazione della composizione con l’Eterno circondato da Angeli alle cui spalle appare una luce che da gialla diventa quasi arancione come un’alba, simbolo della nascita e del trionfo della religione cristiana. L’inserimento di un Gesù Bambino che, all’interno di una mandorla fatta di luce, vaga in direzione della Vergine è anch’essa una derivazione pietrafesiana: la si può notare infatti nel medesimo soggetto eseguito dal Pietrafesa nella chiesa di San Michele a Potenza.

Giovanni De Gregiorio detto il Pietrafesa, Annunciazione, 1612, Potenza, chiesa di San Michele
Colpisce inoltre la figura del committente che compare in un angolo in basso a sinistra dell’osservatore; è vestito quasi come un papas della chiesa cattolica di rito greco bizantino, a ricordo delle origini arbereshe di questo piccolo centro.

Girolamo Bresciano, Annunciazione, XVII sec., Barile, chiesa di San Nicola Vescovo (foto tratta da www.talentilucani.it)
Proprio fino al secolo XVII sec. Barile (Barilli in lingua arbereshe), secondo quanto riportato dai documenti, mantenne in toto il rito greco bizantino ma già dal XVII sec. venne inviato a Barile dal Vescovo di Rapolla e Venosa Placido della Marra, un sacerdote di rito latino che officiò nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, allo scopo di mantenere vivi le due tipologie di rito cattolico: quello greco bizantino e quello latino. Grazie alle due opere qui prese in esame, nella storia dell’arte lucana comincia ad affacciarsi grazie all’opera di Girolamo Bresciano, una parte della storia lucana a molti sconosciuta ma ricca di fascino: quella del popolo arbereshe scampato all’invasione ottomana che, a partire dal XV sec., guidato dal condottiero Giorgio Castriota Skanderberg, si stabilì in alcune zone dell’italia meridionale, Barile compreso, portando con se usi, costumi e tradizioni anche religiose della terra natia e che in parte, ancora oggi, si conservano e si rispettano in molte occasioni festive.

Girolamo Bresciano, Annunciazione, XVII sec., Barile, chiesa di San Nicola Vescovo, part. del committente