A quaranta giorni dalla scadenza della proroga di un anno per consentire la messa in gara dei trasporti regionali su gomma, siamo esattamente come un anno fa. Il piano non è formalmente approvato dal Consiglio e l’ennesima proroga si prepara a subire le proteste delle oppopsizioni, a curve invertite . Con Donatella Merra, assessore ai lavori pubblici e trasporti, Bardi ha fatto come quel genitore che butta il figlioletto nell’acqua per insegnargli a nuotare, non sapendo che quell’acqua è piena di insidie e di mulinelli . Tutti sanno che sui trasporti pubblici si sono giocate partite poco chiare e che hanno interessato anche la magistratura inquirente. Ci sono interessi sotto e non sono di poco conto, visto che una gara per l’intero sistema trasportistico quota qualcosa come un miliardo di Euro e richiede la procedura di gara europea che non è né semplice, né priva di rischi. Vale la pena di riportare alcune posizioni di un anno fa, quando la maggioranza lavorava per una proroga e la minoranza faceva ferro e fuoco per evitarla e andare subito a gara. Nicola Benedetto, cui per la verità si deve il grande lavoro del piano dei trasporti approvato in Giunta, reagiva così alla ipotesi di una proroga : Non voglio credere che il presidente Pittella, l’assessore Castelgrande ed i miei ex colleghi di maggioranza abbiano improvvisamente perso il senso della ragione e quindi preferisco interpretare come una ‘fake news’ la notizia di stampa diffusa oggi sulla scelta di proroga al Cotrab per altri quattro anni che sarebbe scaturita in una riunione di maggioranza”. Mentre l’allora consigliere Rosa, sempre a corto di atteggiamenti diplomatici, ricorreva alla Corte dei conti per la proroga di un anno concessa dalla maggioranza. Ora, a parti invertite, è passato un anno e la situazione è esattamente come allora, giacchè tra elezioni, costituzione del Governo regionale, attesa dei direttori generali, non si è fatto assolutamente nulla, col risultato che a chiedere la proroga ci saranno ora anche quelli che a suo tempo l’hanno negata. L’idea dell’Assessore, che nell’acqua ha dimostrato di poter sopravvivere, è di portare immediatamente il piano in Consiglio, con le modifiche che riguardano la riduzione dei bacini a cinque, e contestualmente aprire le procedure di gara, chiedendo una proroga al 30 giugno del prossimo anno. Solo allora, in relazione ai tempi di fissazione dei termini di gara, chiedere, come per legge, la prosecuzione della proroga per il periodo restante. Il nodo però che il Consiglio dovrà sciogliere è come contemperare la convenienza di una gara unica, con l’esigenza di dare spazio ai piccoli imprenditori dei trasporti su gomma. Dividere le gare per singoli bacini significa porre le premesse per mille contenziosi su dove arriva la competenza di uno e parte quella di un altro. Mettere insieme le varie ditte in un solo Consorzio significa che , in caso di perdita della gara, tutti se ne vanno a casa. I lavoratori potrebbero essere garantiti da una clausola sociale, ma le imprese, perdendo il lavoro, vanno incontro a sicuro default. Nascono da queste difficoltà le spinte a lasciare le cose come stanno, prorogando il servizio fino ad allinearlo al rinnovo del contratto con le Fal. Spinte che non trovano ascolto in questa maggioranza ma che di fatto, per riffe o per raffe, già hanno consentito di incassare due anni di proroga rispetto ai 4 richiesti all’origine. Insomma, una grana di quelle grosse, con gente, anche fuori della politica, che è pronta a guerreggiare in ogni maniera possibile. Alla Merra tutta la solidarietà per essere capitata in un ingorgo difficile da districare e nel quale molti puntano alla confusione. Rocco Rosa
TRASPORTI, LA MERRA CAMMINA SULLE UOVA
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