TRE MILIONI PER IL RESTAURO DEL PONTE MUSMECI, UNA VITTORIA DEI CITTADINI

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SI CREANO FINALMENTE LE CONDIZIONI PER LA CANDIDATURA UNESCO

La notizia di oggi è che è stato presentato in Quinta Commissione Consiliare ptedxpotenza nicola albano fotoermanente, presieduta da Gerardo Nardiello, alla presenza dell’Assessore all’edilizia Rocco Pergola, l’intervento di restauro conservativo del Ponte Musmeci, finanziato con 3 milioni di euro all’interno dell’investimento territoriale integrato (ITI), Sviluppo urbano Città di Potenza.

E’ una ottima notizia, naturalmente, anche se il comunicato fa un po’ di confusione parlando di “valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale regionale” (regionale?); opera inoltre qualche improvvida dimenticanza, parlando di un “complesso di azioni integrate interventi di conservazione, fruizione e valorizzazione anche a fini turistici del bene, così da consentirne l’inserimento nei circuiti nazionali e internazionali grazie anche al riconoscimento di primo bene nazionale del ‘900 a ‘monumento di interesse culturale‘”, senza citare in alcun modo il lavoro che si sta facendo per la candidatura del ponte Musmeci a patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Una omissione ingenerosa: conosciamo abbastanza bene le vicende superficiali e sotterranee che da qualche tempo animano il ponte Musmeci, tanto da poter affermare con sicurezza che, senza il gruppo di cittadini che da oltre un anno lavora a questo obiettivo, l’amministrazione comunale non avrebbe mai puntato tanta attenzione (e tante risorse) su un bene monumentale che sta lì dalla fine degli anni ’60, e del cui restauro non ci pare di ricordare cenno in alcun programma elettorale di questa come della passata legislatura, né di quelle precedenti ancora.

Ad ogni modo, come già detto, la disponibilità di risorse per un restauro è un’ottima notizia.
E’ bene però ricordare a tutti i protagonisti della vicenda che il ponte è un bene culturale, prima ancora di essere un’opera di ingegneria di altissimo livello. Un restauro non può non tenere conto di questo, e quindi un progetto di restauro dovrebbe privilegiare l’aspetto artistico e culturale del manufatto prima ancora di quello strutturale. Avvalendosi di studiosi, di specialisti del restauro del cemento armato, ancor prima che di ditte specializzate. Non si tratta, in altre parole, di imbellettare un qualunque ponte dell’autostrada, chiamando una qualunque impresa edile, ancorché competente e ben organizzata. Nel caso del ponte Musmeci servono competenze super specialistiche, ed un coinvolgimento – tanto per dirne una – dell’Università degli Studi della Basilicata e della sua rete di studiosi di architettura, restauro, beni culturali, ingegneria.

Speriamo che l’Assessorato alla Edilizia del Comune di Potenza ne tenga conto: un restauro sbagliato significa diminuire – e di molto – anche le chance di candidatura UNESCO. E sarebbe l’ennesima occasione sprecata per la città di Potenza.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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