L’analisi prodotta dal responsabile dell’APT, Nicoletti, sull’andamento e sulle prospettive del turismo lucano a partire dalla linea di confine di Matera 2019 che ha segnato il punto di arrivo di uno sforzo delle persone e delle Istituzioni, è un pregevole tentativo di indicare una direzione di marcia per i prossimi anni, tenendo conto dello sconvolgimento in atto dell’economia e alzando lo sguardo a quando si dovrà uscire dal tunnel, magari più preparati degli altri. Le parole d’ordine per programmare questo secondo tempo di Matera sono a) farne una città di cultura b) alzare la qualità dell’offerta ricettiva anche con una formazione professionale adeguata c) costruire la rete materana e lucana di una offerta integrata che tocchi l’entroterra. Emerge, dalla valutazione di Nicoletti, il fatto che Matera non ha trainato il circondario e che si sono salvati solo le zone già vocate al turismo o per le preesistenze storiche (venosa) o per la specializzazione enogastronomica, Melfi e la zona vinicola del Vulture, oltre quei paesi dotati di attrattori , che sono andati avanti grazie ad un dinamismo proprio. Portare avanti una politica innovativa nel turismo, a partire dalla porta di Matera, significa prima di tutto aprire l’entroterra lucano e materano con un asse viario che da decenni si propone come indispensabile: la Murgia- Pollino, capace di portare centinaia di migliaia di turisti al godimento della montagna, sempre desiderata dalla comunità pugliese che non disdegnano di fare ore di macchina per raggiungere le località di Montagna. Questo processo va preparato con altre due azioni : la valorizzazione dei borghi lucani e una nuova strategia di creazione degli attrattori. Diamo atto ai Governi precedenti di aver investito bene i soldi nella realizzazione degli attrattrori, ma che la loro dispersione su un territorio vasto , impedisce la creazione di un valore aggiunto procurato da più pernottamenti in un determinato territorio. Quando hai speso una giornata per goderti l’avventura , poi ti guardi intorno e ti prende la noia. Quindi territorio per territorio va programmata una offerta capace di fermare per due o tre giorni l’utenza. In questo senso la riscoperta dei borghi più belli, la loro valorizzazione a livello turistico- ricettivo è una componente essenziale di attrazione. E’ uscita adesso una legge di finanziamento ( fino ad un milione di Euro) per l’ammodernamento dei centri storici nei paesi a vocazione turistica. Si utilizzi un fondo di rotazione per progettazioni, chiamando i migliori architetti ed ingegneri per la presentazione dei progetti, così come si caccino dai cassetti progetti validi e che non hanno avuto la fortuna di essere finanziati. All’esito delle valutazioni fatte a livello governativo, si faccia uno sforzo da parte della regione per finanziare quei progetti che pur validi sono rimasti fuori dalla dotazione finanziaria nazionale. Ovviamente queste sono solo alcune azioni che devono entrare in URGENTE piano turistico 2030 , comprensivo dei problemi legati alla contingenza negativa, e capace di ridare energia e vigore ad un settore che può darsi che dalla contingenza ne esca meglio degli altri. Perchè una cosa ha detto questa esperienza. e che se l’Italia , così allungata, ha concentrato tutto sul triangolo padano, adesso deve uscirne riscoprendo l’opportunità di diversificare i rischi, ampliando l’ allocazione geografica di strutture economiche e di presidii pubblici. Quando avevamo protestato su una riorganizzazione delle strutture, avevamo chiesto di invertire la scelta : perchè Matera deve dipendere da Bari o Potenza da Napoli, ma non anche il contrario. Purtroppo vox clamantis in deserto. Rocco Rosa