Da ieri, con il superamento delle incertezze sulla legge elettorale, la politica italiana ha imboccato la dirittura d’arrivo che la porta all’appuntamento elettorale. E’ vero che per il presidente Mattarella bisognerà ancora armonizzare l’Italicum riveduto e corretto con la legge esistente al Senato e che qui potrà giocarsi un po’ di perdita per chi non è ancora pronto, ma che sia giugno o settembre il dado è tratto e da ieri i cavalli già si sono posizionati per il rush finale. Anche perché chi è intenzionato a perdere un poco di tempo per guardarsi meglio attorno ( vedi Forza Italia che ondeggia tra l’avversione a Salvini leader e la necessità di stare comunque in coalizione ) rischia di dare un ulteriore vantaggio a Lega e M5S ( che dal primo momento hanno predicato “subito al voto”) rischiando di fare una scelta quando è troppo tardi. Uniformare la legge al Senato è di per sé una operazione tecnicamente semplice : basterebbe uniformare il premio di sbarramento ( oggi diverso tra Camera (3%) e Senato (8% se da soli, 3 % se in coalizione, quando però questa ottiene almeno il 20% dei voti in una regione). Il problema forse è che anche nell’Italicum va sostituita la lista con la coalizione, atteso ormai che nessuno sembra in grado di raggiungere da solo la soglia che consentirebbe il premio di maggioranza e quindi diventa forse necessario attribuire formalmente tale premio alla coalizione.
Il problema che sta sullo sfondo è quale tipo di coalizione oggi può immaginarsi da un lato come dall’altro. Nonostante i cinque stelle continuino a dire orgogliosamente che andranno da soli, sono in molti a scommettere che tra il rischio di perdere i due terzi dell’attuale forza parlamentare e il doversi alleare tatticamente con forze affini ( la Lega) , la coppia Grillo Casaleggio, al comando del Movimento, sceglierà la seconda opzioni, salvo poi a fare i conti con una convivenza difficile e complicata. Questa soluzione,se dovesse avverarsi, avrebbe comunque un solo grande merito, quello di farci tornare ad un sistema bipolare.
Le cose sono più complicate sul versante del Centro Sinistra, primo perché Renzi non può puntare sulla sola alleanza con le forze di centro che finora hanno gravitato intorno al suo Governo, perché nonostante i tentativi di Alfano di far resuscitare dalle ceneri una fenice di democristiana fattura, non va al di là di una raccolta di capi e capetti spompati e invisi all’elettorato; secondo perché non gli è facile riaprire le braccia a quella sinistra che nel partito e fuori del partito sembra convergere sul punto che una seconda chance di ritornare al Governo non glie la daranno. A complicare la strada di una riappacificazione interna c’è la questione dei capilista e delle candidature multiple, sulle quali presumibilmente il segretario pensa di costituire la spina dorsale del partito vicino alla segreteria e che già ha registrato cannonate di sbarramento da parte di Bersani. Fosse stato prima del voto referendario, il segretario avrebbe anche potuto tentare la carta di uno schieramento moderato riformatore , capace di sfidare quello conservatore e antieuropeo e di emarginare la estrema sinistra. Ma la sconfitta al referendum gli ha tolto la possibilità di porsi come elemento aggregatore e non va dimenticato che c’è chi preferirebbe perdere alle elezioni pur di togliersi definitivamente Renzi dalle scatole.
Insomma una situazione di assoluta confusione dal versante di quello che finora ha costituito la ma maggioranza di governo, cui si aggiunge , se ce ne fosse bisogno, il suggerimento di alcuni tra deputati e senatori di arrivare alla scadenza naturale, suggerimento legittimo se visto dall’ottica di analizzare l’evoluzione del quadro politico e di proporre uno schieramento il più possibile omogenep, ma assolutamente dannoso dal punto di vista dell’uso mediatico che le forze che gridano “al voto, al voto ” possono farne. E chi segue i social con attenzione, non può non evidenziare il pericolo di un ennesimo tormentone su chi sta imprigionando la democrazia italiana.
Se Renzi non dorme la notte, bisogna capirlo. Deve fare il miracolo di mettere insieme una coalizione vincente e per di più, deve fare una coalizione mettendo insieme i Diavoli e le acque Sante. Un po’ troppo per un personaggio che pure ha una discreta fiducia nelle proprie capacità.