TV DIGITALE, L’8 MARZO SI CAMBIA DEFINITIVAMENTE STANDARD VIDEO

0

Giovanni Benedetto

 Martedì le famiglie si trovano a sperimentare che cosa significa cambiare lo standard del proprio televisore e renderlo compatibile con il nuovo sistema di trasmissione. Finora ci sono stati annunci di pochi secondi o cartelli ed avvisi che ricordavano questa scadenza, ma , come spesso succede, molti non amano fare le cose per tempo oppure hanno ben altri problemi e ben altre spese da rimandare il più possibile l’eventuale costo di questo cambiamento.
A complicare e creare piu’ confusione è la cosiddetta road map che il Ministero di concerto con la RAI e le televisioni private ha predisposto per portare a termine il piano che prevede in date scaglionate il cambio dello standard o di codifica del segnale televisivo da Mpeg-2 a Mpeg-4 e da gennaio 2023, di nuovo, da Mpeg-4 a HEVC o H.265

Gradualità di passaggi resi necessari anche per salvaguardare il diritto degli utenti di continuare a vedere i programmi televisivi, o arrecare al minimo eventuale disservizi che si potrebbero avere cambiando in corso d’opera i parametri del segnale video.
A confondere le idee è l’uso degli acronimi che identificano i diversi standard o codifiche del segnale video che hanno sigle equivalenti: H.262 che equivale a Mpeg-2, H.264 a Mpeg-4 e Hevc a H.265.
La data stabilita dal MISE con decreto del  21 dicembre, che potrebbe influenzare la ricezione televisiva di una fascia d’utenti, è l’8 marzo.
È la data che sancira’ il passaggio definitivo del segnale video trasmesso dai network  televisivi dalla codifica Mpeg-2 alla codifica Mpeg-4.
Questo passaggio potrebbe creare, come già successo nella prima fase del mese di ottobre, qualche problema solo agli utenti che hanno ricevitori datati e non predisposti a vedere l’ alta definizione ( HD) e cioè privi del decodificare Mpeg-4.
In questi casi o provvedono a sostituirli o ad aggiungere un codec esterno per continuare a vedere programmi ma solo di bassa qualità.
Stiamo parlando dei vecchi schermi tv ( plasma e cristalli liquidi) che avevano una definizione SD, ovvero, 720 pixel  in orizzontale e 576 pixel  in verticale.
Gli utenti della televisione che in fine dei conti non vedranno alcun beneficio, si chiederanno a cosa siano servite tutte queste modifiche di codifica e sostituzione di televisori o aggiunte di decoder dal momento che non si nota nessun miglioramento della ricezione dei canali.
Tutta questa operazione si è resa necessaria non tanto per esigenze televisive ma per ottimizzare l’uso delle bande di frequenze al fine di cedere la gamma dei 700 Mhz ai gestori telefonici per lo sviluppo del servizio 5G.
Per la televisione in tempi brevi non è servito quasi a nulla, però, si sono poste le basi che già a partire dal gennaio 2023, quando ci sarà l’introduzione anche del DVBT-2, l’evoluzione dello standard trasmissivo del DVBT, si potranno trasmettere o più programmi in HD o alcuni programmi anche di alta qualità UHD.
Tutto ciò avverrà in una gamma più ristretta di frequenze, dal momento che la banda di frequenza dei 700 Mhz a partire dal mese di giugno prossimo sarà sottratta al servizio televisivo e messa a disposizione, come accennato, del nuovo servizio 5G, già operativo in molte città italiane.

Condividi

Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

Lascia un Commento