antonio molfese*
(Ornamento per il Santo Sepolcro)
U Piattielle si preparava per la settimana santa per ornare il Santo Sepolcro; un piatto con al fondo della bambagia, dove si ponevano vegetali, grano, orzo, fave e lenticchie, che si chiudevano in un armadio dove c’era oscurità, e si innaffiava una, due volte al giorno. I vegetali vegetavano rapidamente, producevano dei gambi gialli (non verdi per mancanza di clorofilla), che si allungavano sempre ogni giorno e tante foglie sino a quando non venivano portati in chiesa dopo che erano stati abbelliti con fiori, nastri ed immaginette sacre. U piattielle pu sebulchre sante veniva posto davanti al S. Sepolcro nella chiesa madre di Sant’Arcangelo ,allestito dalle pie donne nella navata laterale, dove era situata la statua di Gesù Morto. Questo è avvenuto sino alla mia generazione,scrive G.N. MOLFESE in ESPRESSIONI DIALETTALI, MODI DI DIRE, DETTI SANTARCANGIOLESI- CENTRO STUDI SULLA POPOLAZIONE TORRE MOLFESE S.ARCANGELO(PZ)e da cui è tratto questo scritto, specialmente nel periodo della frequenza delle classi elementari, a casa mia, con l’inizio del mese di marzo.
Durante la settimana santa si adornava “il piattello” con nastri colorati, con carta velina, un po’ di gelsomino e qualche immaginetta sacra e si portava in Chiesa. Non c’era bisogno di segnare il nome tanto ogni “piattielle” aveva una caratteristica particolare e solo qualcuno di essi faceva invidia a tutti per la sua semplice bellezza. Queste piccole (o grandi cose) costituivano l’ammirazione di un popolo semplice senza le “distorsioni” della civiltà. Dopo la resurrezione del Cristo in ogni casa si riportava “u piattielle”,ed appena ci si recava in campagna, per buon augurio, si spargeva “ndo lavure” cioè nel prato seminato. 
La morte di Cristo è augurio di resurrezione,e questo era il messaggio che il contadino esprimeva mediante “u piattielle. Questo rito religioso si ricollega ad un rito pagano che richiama l’ inno di Adone. Dopo l’equinozio primaverile si svolgevano nel mese di aprile, all’incirca, e duravano due giorni le “Adonie”: nel primo giorno le donne, e solo le donne, ricordavano, la morte di Adone con pianti e riti funebri; nel secondo giorno si festeggiava la sua resurrezione. Teocrito nelle “Siracusane”, ovvero “Le donne che celebrano la festa di Adone”, ci descrive il secondo giorno dedicato alla gioia ed al giubilo. Molta importanza avevano “I giardini di Adone”, pianticelle a rapida crescita che venivano coltivate in canestri e rappresentano il rinascere della natura (ma che morivano rapidamente come è simboleggiato nel destino di Adone).
Ormai i sepolcri come si allestivano una volta non vengono più preparati, anche perché tante tradizioni tendono a scomparire.Sono scomparse le processioni dei santi così non vengono più cantate le canzoni del venerdì santo, delle quali compar Francesco aveva addirittura un quaderno, dove erano conservati questi canti religiosi.Chissà dove è finito il prezioso quaderno !
*Antonio molfese medico torremolfese.altervista.org