UN ALTRO TROFEO IN VISTA PER LA JUVE?

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Finalmente anche qualcuno in Italia comincia a rendersi conto che la Juventus deve essere presa come modello da imitare se si vuole pensare di fare successo nel mondo del calcio. E parliamo ovviamente di successi sportivi e successi economici. Invece di considerare la società bianconera come un nemico solo da distruggere. E stato Umberto Gandini che da poco è andato ad assumere un ruolo dirigenziale nella Roma che si è esposto in maniera esplicita e chiara affermando che tutte le società dovrebbero seguire l’esempio dei bianconeri. Al contrario del proprietario del Milan Silvio Berlusconi che ad una precisa domanda dei giornalisti su come fermare la Juve domani nella partita che assegna la Supercoppa Italiana, se ne è uscito con la più infelice ed offensiva battuta all’indirizzo della Juve:” come si ferma la Juve? Bisogna cambiare tutti gli arbitri e i giudici”. Che, ovviamente, non è stata, per usare un eufemismo, gradita nell’ambiente bianconero ma che allo stesso tempo ha avuto l’effetto di aumentare a dismisura le motivazioni dei giocatori della squadra campione d’Italia per i 90 minuti di domani a Doha. Come normalmente succede già da tanti anni con le continue accuse ai bianconeri di godere di favori arbitrali e di non riconoscere mai i meriti di chi le vittorie se le suda in campo ed anche dietro la scrivania. Tornando al patron del Milan e alla sua frase sulla Juve, si capisce bene come solo lui potesse pronunciarla vista la sua dimestichezza con le aule dei palazzi di giustizia dove negli ultimi 20 anni il suo nome è stato il più gettonato ed anche considerando che uno dei suoi avvocati, Cesare Previti, già senatore e deputato di Forza Italia ed anche ministro della difesa nel primo governo Berlusconi dopo che lo stesso presidente del Consiglio aveva tentato il colpo di mano, sventato dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, di nominarlo ministro della Giustizia, è incappato in più di qualche condanna per corruzione dei giudici, la più importante delle quali riguarda il processo Imi- Sir conclusosi il 4 maggio del 2006 con il verdetto definitivo della Cassazione che condannò l’avv. Previti a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici che lo costrinse alle dimissioni da deputato poco prima che la Camera dei Deputati votasse la sua decadenza. Come a dire: da che pulpito, Berlusconi, viene la predica. Detto questo, ora è meglio parlare di calcio giocato e delle prospettive di questa gara in Quatar. Che vede la Juve sicuramente favorita nei confronti del Milan al netto anche delle polemica inscenata da Adriano Galliani sul giorno di ritardo con il quale i rossoneri sono arrivati a Doha a causa di un guasto all’aereo che li avrebbe dovuti portare nel paese arabo. Problema che attiene esclusivamente all’organizzazione o forse sarebbe meglio dire alla disorganizzazione della Lega Calcio italiana. E fino a prova contraria Adriano Galliani di questa Lega è il vicepresidente. Il momento di forma delle due squadre è sicuramente differente. Dal momento che i rossoneri sono in flessione mentre la squadra di Allegri, dopo la brutta prestazione di Genova, sembra aver di nuovo innestato la marcia più alta sia sul piano della consueta ferocia agonistica che sotto l’aspetto tecnico visto cheHiguain e compagni stanno offrendo prestazioni sicuramente superiori alla prima parte di stagione. Tra l’altro il Milan si metta l’anima in pace se pensa di trovare la stessa Juve che ha battuto in campionato al Meazza. E né faccia affidamento su una squadra bianconera che entra in campo già sicura di vincere commettendo l’errore di sottovalutare gli avversari. Per cui i rossoneri se vogliono coltivare la fiammella del successo devono contare solo sulla loro forza. Che deve essere davvero ai massimi livelli ed anche di più. Anche perché, come si usa dire, i bianconeri hanno già dato, in termini di negatività di prestazione, nella gara a Milano di un paio di mesi fa e difficilmente, per non usare il termine impossibile, sbagliano una seconda volta. Complice anche la constatazione che l’emergenza infortuni comincia a finire e adesso, ad eccezione di Dani Alves e Bonucci, sono tutti a disposizione di Allegri che ha solo l’imbarazzo delle scelte. Con questo non è nostra intenzione voler sminuire il lavoro di Montella e della squadra che forse sono andati oltre le più rosee aspettative per il cammino in campionato, ma onestamente ci riesce difficile immaginare in questo momento un Milan capace di insidiare la Juventus. Che, giusto per non farsi mancare niente, viaggia a velocità supersonica anche nella mirata programmazione del futuro sportivo, se è vero come è vero, che ha già anticipato le sue mosse e la concorrenza assicurandosi il difensore centrale Caldara e sta attentamente monitorando anche altri due giovani, sempre dell’Atalanta, che sono i centrocampisti Kessie e Gagliardini. Oltre ad aver quasi concluso per un primo rinforzo di centrocampo che dovrebbe essere il belga Witsel che arriverà a brevissimo dallo Zenit San Pietroburgo. E ha già messo le mani sul franco-congolese del Siviglia N’Zonzi, altro centrocampista che potrebbe arrivare a Torino insieme a Witsel oppure nel prossimo mercato estivo. Senza contare, come ha confermato lo stesso amministratore delegato Marotta, che adesso la Juve ha una potenza di fuoco sul mercato molto elevata per cui è presumibile che nel mercato estivo del 2017 non è utopia assistere ad altri colpi di mercato tipo Higuain. Con un nome sui tanti che lo scouting bianconero ha individuato e sta attentamente seguendo in tutto il mondo: il colombiano James Rodriguez del Real Madrid che poco spazio ha con Zidane e vuole cambiare aria. Giocatore che è già stato vicinissimo alla Juventus nel 2007 quando era molto giovane e sconosciuto ai più ma non agli osservatori della Juve. L’operazione era stata già conclusa, ma non si arrivò alle firme dei contratti per le perplessità e i dubbi che attanagliarono l’allora amministratore delegato della Juve Jean Claude Blanc che forse capiva molto di tennis per essere stato il direttore del Roland Garros, ma che con il calcio aveva poca dimestichezza.

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Rocco Sabatella...

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