Probabilmente fino alla fine della consiliatura comunale di Potenza sentiremo un solo argomento: il dissesto che per alcuni andava evitato e per altri era inevitabile. Fino a quando l’argomento era limitato ad una discussione “civile”, la cosa poteva anche starci, essendo la decisione del dissesto una scelta che certamente non rimaneva ininfluente rispetto al futuro della città. Ma da questo livello di discussione si sta scadendo agli stracci che volano e che vengono colti al volo da chi ha interesse a trasformare una vicenda politica in una giudiziaria. E a giudicare da come la Corte dei Conti si sta muovendo è tutta fascina nel fuoco. Una volta si diceva che la politica non doveva farsi c
on le armi della Magistratura, adesso sembra che, come le beghe di Paese, un capoluogo regionale debba vedere in ogni gesto in ogni azione un restropensiero e una riserva mentale, senza la minima differenza che una cosa è mettersi i soldi in tasca un’altra è amministrare rispetto a finalità che , giuste o non giuste, sono di carattere pubblico. Si sta scadendo nella rissa e si arriva al paradosso che un assessore di destra, sorretto per strategie poliche incomprensibili da una parte del Pd e della sinistra, attacca a testa bassa il Pd nella sua espressione cittadina, nel silenzio di un dibattito precongressuale che i problemi del capoluogo sembra ignorare.
La conferenza stampa che Santarsiero , Campagna e Lovallo hanno tenuto, non va vista per il tentativo di controbattere a Bellettieri per le cose che è andato dicendo . Ma, parlando a suocere perché nuora intenda, lancia un segnale alla componenti del pd di smetterla di tenere in piedi questo mostro politico che si chiama Giunta De Luca, in cui non si capisce più chi sta e a che titolo sta in esecutivo. Come si fa a tenere in piedi col consenso del pd una giunta che “getta fango e discredito sulla classe dirigente del pd e lo fa con attacchi personali di stampo fascista”? E’ la domanda che ha campeggiato sullo sfondo della conferenza stampa.
Insomma più passa il tempo e più la città si sente stretta in una morsa di impotenza, dove a Potenza si litiga di brutto, con il risultato che manca il minimo per andare avanti e mancano tutte le condizioni per immaginare un futuro nel quale ci sia ancora spazio per il pd a potenza. I cinque stelle ringraziano e lasciano fare, sapendo che è tutto lievito che cresce.
