In vista della conferenza di Matera sul turismo, il centro studi lucani nel Mondo, presieduto da Luigi Scaglione, ha messoi a punto alcune proposte per fare del turismo di ritorno una occasione di sviluppo dei nostri depauperati Comuni lucani. Queste le proposte:
1) Estendere alle Regioni la Convenzione sottoscritta da ENIT e CGIE, ai fini di favorire l’interlocuzione con gli Enti locali, per promuovere sia la partecipazione a Fiere del Turismo all’estero, virtuali o in presenza, con il coinvolgimento delle comunità italiane sia la conoscenza dei territori attraverso influencer, per favorire il turismo verso l’Italia. Vedi Art. 179 del Titolo VIII, Capo I, del Decreto Rilancio;
2) Sollecitare l’adozione da parte dei Comuni di norme che semplifichino le procedure per gli investimenti immobiliari da parte dei connazionali all’estero che intendono acquistare e ristrutturare le abitazioni dei piccoli borghi, Vedi Art. 178 del Titolo VIII, Capo I, del Decreto Rilancio oltre al tema Tari e Imu per i connazionali residenti all’estero ma proprietari di immobili;
3) Incentivare i flussi attraverso il nostro sistema delle associazioni, delle federazioni e degli Sportelli lucani, mettendoli in relazione ad esempio con le Pro Loco vero presidio di difesa e sviluppo turistico dei piccoli comuni: Altre regioni stanno lavorando alla grande e sono avanti da tempo su promozione e sviluppo del turismo delle radici per il quale il livello istituzionale è sordo ai richiami ed incapace di organizzare la rete.
4) incentivare forme di residenzialità defiscalizzata per avere nuovi cittadini attraverso i flussi che si ipotizza di movimentare. Altrimenti si distribuiscono risorse a pioggia alle agenzie di viaggi e basta. Tutto e niente.
5) Adottare una Carta del Turista per i connazionali all’estero che riconosca sconti per visite ai Musei, luoghi d’interesse culturali, e soggiorni in strutture ricettive convenzionate con il Ministero, Regioni e Comuni;
6) Riadottare a livello regionale la direttiva che prevedeva forme di sostegno ed incentivo economico a chi pernotta almeno 2/3 giorni nella sua regione di appartenenza ed un sostegno per il trasferimento da e per i grandi aeroporti;
7) Allocare risorse finanziarie, da trovare anche attraverso fondi europei, agli Enti (Regioni, Comuni, Archivi di Stato, Associazioni di emigrazione, Com.It.Es., CGIE, etc.,) che realizzano progetti di ricerca delle radici per italodiscendenti residenti all’estero e ne promuovono la visita ai territori di origine;
8) Stimolare i Comuni a stipulare accordi di gemellaggio con le città estere dove risiedono i propri concittadini; Promozione integrata del Sistema paese e Proiezione delle Regioni all’estero;
9) Favorire il riconoscimento da parte di Regioni e Comuni di onorificenze, riconoscimenti o premi a connazionali che si siano positivamente distinti in Italia e all’estero, cosiddette “Eccellenze”, per meriti accademici, culturali, scientifici, sociali ecc., rimarcandone il ruolo di “Ambasciatori dell’Italia nel mondo” e per l’impegno a favorire, nei luoghi in cui risiedono, la conoscenza e la valorizzazione delle peculiarità culturali, turistiche, culinarie e paesaggistiche dei territori di origine, nonché a veicolare la rete dei contatti utili per lo sviluppo del territorio;
10) Impegnare lo Stato e le Regioni a incrementare la sottoscrizione di accordi internazionali nei Paesi
in crisi economica o a basso reddito in cui è più numerosa la presenza di connazionali (ovvero corregionali), per favorire azioni di sviluppo locale che favoriscano opportunità occupazionali e miglioramento del tenore di vita.