UN FUTURO VECCHIO DI 90 ANNI

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di Giovanni Calìa

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Questo è indiscutibilmente un periodo di pieno fermento per Matera. Inutile negare che non c’era un’attenzione del genere sulla città e sul territorio da decenni. Più che per Matera2019 la questione riguarda lo sviluppo di un territorio da troppo tempo abbandonato a sé stesso. Mi riferisco soprattutto al settore industriale, commerciale ed economico della zona. 

Si legge oggi -13 febbraio- sul Sole24Ore di come, ad esempio, il distretto del mobile imbottito di Forlì-Cesena sia passato dal quasi fallimento del 2018 a un record di export a doppia cifra e 310 nuove aziende insediate ed operative. Ci si chiede come mai quindi quello che fu il materano polo del salotto mondiale sia rimasto al palo in un settore che risulta tutt’altro che morto.

Ci saranno sicuramente cause endogene da tenere in considerazione, ma non ci si può non soffermare sulla carenza di infrastrutture che rendono agli imprenditori locali del salotto e non solo la vita molto difficile quando si tratta di trasporti e costi annessi che, indubbiamente, impattano sulla competitività generale delle nostre imprese.

Quello che si denota è l’assenza di una strategia complessiva con investimenti annunciati più volte, ma spesso rimasti privi di seguito.

Bene quindi se si dà un’accelerata alla Murgia-Pollino, in grado di far uscire dall’isolamento la zona industriale di Jesce, avvicinando i comuni interni della regione alle grandi vie di comunicazione della dorsale adriatica. Bene l’accelerazione sui lavori di ammodernamento della linea FAL Bari-Matera. Siamo soprattutto contenti di vedere che una qualche idea di mobilità alternativa della città sia all’orizzonte grazie all’introduzione della metropolitana leggera (di cui si parla da anni e che forse presto vedrà la luce).

Difficile pensare però che a Matera possa giovare unirsi alle Ferrovie dello Stato con la tratta Matera-Ferrandina. Non solo per la naturale predisposizione della città ad est, ma perché porterebbe un treno a fermarsi nel bel mezzo dell’agro materano, dove al di là di qualche sporadico viaggiatore da connettere poi alla città, ne gioverebbe solo qualche imprenditore della zona industriale La Martella.

Forse per Matera, che per sua natura guarda a Bari, anch’essa presto collegata a Napoli dall’alta velocità, quella linea risulta inutile. Cosa diversa invece per tutti quei cittadini lucani della isolata provincia che invece guardano a Matera e a quello che sta vivendo, sperando di trainare turismo ed economia nelle zone interne. Per loro, ma anche per connettere finalmente le due provincie con un treno, quella strada ferrata risulta fondamentale nonostante i costi di realizzazione esorbitanti.

C’è un’ulteriore visione che ci sta balzando nella testa da un po’ di tempo e che ancora non è stata proposta. Per questo vogliamo sottoporla alle FAL, alla città, a chi la governa, ma anche a chi sarà chiamato a governare presto questa regione.

Facciamo un esercizio di immaginazione collettivo: immaginate se la linea delle FAL Bari-Matera, invece di fermarsi a Matera, continuasse sul suo vecchio percorso inaugurato nel 1928, ma ancora esistente ed intatto, fino alla zona “Dogana” di Montescaglioso e poi ancora fino a Metaponto. Immaginate quindi di connettere Metaponto a Bari passando da Montescaglioso e Matera, e di dare a Matera un’ulteriore connessione alle Ferrovie dello Stato. Immaginate di poter salire con telo da mare e infradito su un treno dalla nuova stazione di Matera Centrale per andare al mare in mezz’ora, magari insieme ai tanti turisti che apprezzerebbero la bellezza struggente del parco della murgia materana e la rigogliosità della piana del metapontino.

Non potremmo quindi essere in grado di offrire anche turisticamente una opzione balneare a tutti coloro che vengono in città e, viceversa, un’opzione culturale a tutti quelli che decidono di soggiornare al mare? Non daremmo così un nuovo impulso anche all’indotto turistico del Metapontino e della costa Jonica? Non daremmo altresì un’alternativa di mobilità più comoda, veloce e sicura anche a Montescaglioso e Metaponto unendole a Matera si, ma soprattutto a Bari?

Oltretutto rispetto agli investimenti per creare ex-novo delle infrastrutture, i costi di questa proposta sarebbero ridotti proprio in virtù della riattivazione di un vecchio tracciato già esistente che oggi viene utilizzato perlopiù da escursionisti e pastori.

Lanciamo quindi alla città di Matera e ai comuni limitrofi questa idea un po’ folle, ma di non così difficile realizzazione.

Le soluzioni esistono già e sono sotto i nostri occhi, ma spesso la corsa alla modernità fa dimenticare il passato. La storia di Matera 2019 invece ci dice che a volte i grandi sogni si realizzano se siamo in grado di reinventare quello che abbiamo e a cui spesso non prestiamo attenzione. Ed è per questo che non ci tiriamo mai indietro quando si tratta di immaginare un futuro migliore per questa terra.

Giovanni Calia, materano. Ha vissuto per molti anni in Europa, si occupa di marketing integrato, ed è un seguito blogger su temi politici e sociali.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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