UN GESTO POLITICO FORTE CONTRO LA PARTITOCRAZIA ASFISSIANTE

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Una campagna elettorale da distrazione di massa, quella che si sta conducendo in Basilicata. E’ vero che le politiche debbono avere uno sguardo allargato alle prospettive del Paese, ma , siccome la Basilicata non appartiene ancora all’Africa, in tutte le campagne elettorali si sono sempre coniugate le questioni nazionali con quelle regionali,  considerando appunto lo Stato come una entità articolata ma unitaria. Invece qui, nella confusione generale, volutamente sparsa come un gas lacrimogeno, si ignorano i veri problemi che ci riguardano e si gioca a mistificare. Così che può passare inosservato il messaggio di Salvini sulle autonomie differenziate, un obiettivo che era stato stoppato in questa legislatura ma che è ritornato in cima all’agenda della destra. Come non ha riscosso la risposta che merita l’altro argomento sui Ministeri economici a Milano, nè ha indignato il suo ruolo, di Salvini dico, di quinta colonna della Russia in Italia. E non è il solo: una destra che si dichiara unita ma è divisa su tutto: Berlusconi che riconosce come  il reddito di cittadinanza serva a combattere la povertà, ma che, per la Meloni ,è la prima legge da abolire.  Salvini che insieme a Berlusconi, ha fatto cadere Draghi si trova la Meloni, da sempre all’opposizione del Governo tecnico, che ,per accreditarsi presso I poteri finanziari, scimmiotta il capo delo Governo ancora in carica, come una qualsiasi fan di Draghi. E quelli che , provenienti da altri lidi,  sono stati candidati , per nostra iattura, in Basilicata sono tutti concordi nel fatto che la Basilicata deve essere l’agnello da sacrificare alla emergenza energetica italiana, al punto da eleggerla, strumentalmente,  a Regione Modello di solidarietà, un tanto al megawatt. E ,in questo accavallarsi confuso di temi, non si riesce a dare al cittadino lucano un appiglio di buon senso rispetto alle cose da fare e alle cose che servono. Non si chiede ad esempio a questi signori calati dal Nord che cosa pensano di fare per Stellantis che è il vero motore dell’industria in Basilicata, non si domanda loro se sono contrari o favorevoli al deposito nucleare in Basilicata, non si chiede loro se, nella infausta ipotesi di una autonomia differenziata diventata legge, la Basilicata possa tenere le imposte che derivano dalla produzione industriale in regione, dalla chimica alla meccanica, atteso che molte di queste aziende hanno la sede finanziaria in Olanda., E questa nebbia di genericismo, organizzata per non dire niente di ciò che l’elettore lucano vorrebbe sentire, mette in secondo piano la vera riserva mentale della partitocrazia: quella di espropriare la rappresentanza regionale con persone che di questa regione se ne infischiano grandemente e che in Parlamento se saranno eletti risponderanno ai segretari e non ai cittadini. Di come questo sistema sia stato messo sotto i piedi,nessuno parla, ad eccezione di  quelli prelevati dal territorio per dare una mano ai capilista. Non c’è voce autorevole ,che siano i giornali o gli intellettuali o i sindaci, vere espressioni democratiche del territorio  che alzi il dito contro questo malcostume e che inviti a difendere la lucanità preferendo chi sul territorio c’è nato e c’è cresciuto e sopratutto chi, esente da colpe , si batte per far avanzare un nuovo modello di sviluppo, basato sulla valorizzazione del territorio, sul rispetto dell’ambiente non come ossessione ideologica ma come strumento concreto e verificabile di crescita produttiva e occupazionale, sulla sanità pubblica ospedaliera e teritoriale , sulla qualità di vita e sulla salute alimentare che sono I nuovi paradigmi di una società evoluta e moderna. Ai lucani che si sono chiusi in casa, delusi e stufi di anni ed anni di malapolitica, bisogna dire che hanno un solo modo per segnare un nuovo inizio: partire dalle proposte che riguardano il territorio e dalla scelta dei corregionali che sono stati inseriti in lista , magari per sospingere con il loro ruolo di gregari, gente che non conosce le strade difficili di questo territorio. Un gesto di orgoglio, di dignità, di reazione democratica che si traduca in messaggio forte contro chi a questa comunità regionale, già fortemente dimezzata nei seggi in Parlamento,  vuole togliere anche il diritto di scegliersi  i pochi rappresentanti che le toccano. Il primo atto di un coraggioso attacco da intraprendere contro il centralismo partitocratico che asfissia e narcotizza i cittadini trasformandoli in telespettatori di giochi e scaramucce romani. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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