Non è un Natale sotto tono. Non lo è se si vive l’essenza cristiana di questa festa, che è una occasione per ritrovare la famiglia, cercare la serenità, trovare insieme la forza di proseguire, andare avanti , cercando di non lasciare indietro nessuno. Solidarietà, resilienza, amore cristiano e sentimenti di comunanza non vengono cancellati dal Covid ma esaltati, vincolo indissolubile di fratellanza. Ad interpretare questi sentimenti, la Parrocchia Santa Maria del Carmelo di Sant’Angelo di Avigliano che , a causa della pandemia ancora in corso, ha dovuto annullare l’organizzazione del “Presepe Vivente”, rappresentazione, a carattere religioso e culturale, che da qualche anno coinvolgeva l’intera comunità aviglianese, parte della quale con costanza e dedizione, dedicava per settimane gran parte del proprio tempo nella buona riuscita dell’evento.
Quest’anno, l’armonia felice, festosa e allegra del Natale è stata inglobata da un’aria cupa e grigia ereditata dall’emergenza epidemiologica, che sta invadendo il nostro Paese e le nostre comunità. Nonostante questo, si è cercato per quanto possibile, di mantenere alcune tradizioni natalizie, e l’8 dicembre, sono state installate delle sagome luminose che ritraggono la scena principale della natività. Gli organizzatori del presepe vivente si danno virtualmente appuntamento all’anno prossimo , con l’impegno a rendere ancora più bello uno dei Presepi viventi di maggiore successo nella nostra comunità regionale. Come si sa grandi sceneggiature hanno caratterizzato, fino allo scorso anno, più di 40 postazioni che riuscivano a far immergere i visitatori nell’atmosfera dell’antica Betlemme e a far respirare la magia del Natale, grazie alla partecipazione di oltre 150 figuranti della comunità stessa.
A farla da padrone, il racconto della nascita di Gesù, secondo la lettura del Testo Sacro, calato nel contesto della piccola comunità alla riscoperta dei mestieri e delle antiche tradizioni aviglianesi del periodo natalizio, attraverso l’arte e la semplice vita dei pastori. Le piccole stradine della frazione, per qualche ora, vestivano l’abito dell’antica Betlemme, riproponendo i mestieri e le tradizioni folkloristiche.
Chiudeva l’evento la parte religiosa, attraverso una suggestiva ed emozionate rappresentazione della Natività, ripercorrendo le scene dall’Annunciazione dell’Angelo a Maria fino all’arrivo dei Magi. Al prossimo Anno dunque, il migliore augurio che si possa fare nel cuore di una pandemia che ancora è da debellare.