Il 31 dicembre di quest’anno scade la Convenzione che ha regolato i rapporti tra Regione Basilicata e Unibasper dodici anni. L’occasione per aprire una larga discussione su quello che è successo, sui meriti e demeriti di questa istituzione, su come renderla utile e percepibile per il futuro dei giovani lucani. Opportunamente il Pd ha inteso preparare questo dibattito con la presentazione di un atto ufficiale, una proposta di legge sulla quale chiamare tutti i protagonisti, politici, Istituzioni, imprenditori, forze sociali, a discutere per vedere insieme di superare il gap che divide il nostro Ateneo da altri anche di modesta dimensione. Poichè non c’è futuro se il 70 per cento dei giovani lucani continuerà ad andare fuori sede, metetndovi radici permanenti e portandosi alla lunga anche i genitori appresso, allora occorre metetre a fuoco le cose che veramente impediscono una qualità di servizio in loco, capace di gareggiare con l’offerta di altri Atenei. Alcuni dei problemi sono elencati già nella relazione che accompagna la legge. Scrive il capogruppo del pd, Piero lacorazza, ” Se nasci in Basilicata è (quasi) certo che sarai uno studente fuori sede all’università’ riporta il sito Skuola.net e aggiungo che nei nostri paesi si è ‘fuori sede’ anche prima visto che in età di scuola media superiore si riducono gli spazi di socialità perché il sistema di mobilità ostacola ogni possibilità di scambio ‘pomeridiano’. Se migliaia di ragazze e di ragazzi sentono ‘stretti’ i propri paesi già prima della scelta universitaria lievita il desiderio di essere ‘fuori sede’, di scegliere altri contesti di vita e di studio”. E’ partendo da quessta riflessione che si possono enucleare alcuni problemi, tipo la qualità della vita dei giovani nelle città, a cominciare da Potenza e Matera. Sarebbe un errore di valutazione scaricare la responsabilità della scelta di 12.000 ragazze e ragazzi che decidono di studiare fuori sulla Università degli Studi della Basilicata. È la ragione per quale è necessario assumersi una responsabilità, ciascuno per propria parte, e scrivere un nuovo Patto per l’Unibas che, come viene indicato nella proposta di legge, del Pd, chiami attori istituzionali e rappresentanza studentesca, oltre che l’Università e la Regione, a far parte di una sorta di Conferenza di Programmazione. “Con la consapevolezza che forti sono gli squilibri anche determinati dal FFO (Fondo di Funzionamento Ordinario), si pone il tema dentro i mutamenti sociali in corso e l’inverno demografico, di ripensare una missione che assuma la consapevolezza di essere una Università ‘interna’ ma al tempo stesso geograficamente in condizioni di respirare ‘mediterraneità’ ”; una sede a Potenza, città appenninica, e Matera, capitale Europea della Cultura dal 2019 al 2033. L’ iter di discussione della legge partirà a breve nelle commissioni consiliari competenti. E già vengono fuori alcuni dei porblemi riscontrati in questi anni: il tema dell’innalzamento della “no tax area” della riduzione progressiva delle tasse, dei servizi collegati al diritto allo studio (es. gratuità del trasporto), ma anche dei”titoli congiunti “che possono, attraverso intese tra Università, non costringere i nostri studenti, con rilevanti costi da parte delle famiglie, a stare fuori regione per dodici mesi alla anno.
UN NUOVO PATTO PER L’UNIVERSITA’ DI BASILICATA
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