Un originale concorso fotografico per la Lucania

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Un originale concorso fotografico per la Lucania

By Leonardo Pisani

I viaggiatori che si inoltravano nel Regno di Napoli, oltre la Capitale partenopea ,ed arrivavano in terra di Basilicata erano colpiti dagli abiti  degli  abitanti; anche della semplice contadina perché racchiudevano i segni di una tipicità lucana frutto di secoli di contaminazioni etniche dai francesi della Normandia e dell’Angiò ai greci bizantini, alle tracce degli arabi agli spagnoli, agli albanesi.  Secoli di scambi e contaminazioni; via di transito di popoli. A volte si trovano tracce anche nei quadri delle chiese di come un tempo vestivano i lucani; dal contadino al borghese, dal pastore vestito a festa al notabile. Anche immortalati in acquerelli di artista  della collezione di numerosi disegni su carta in formato 30 x 24 cm. custodita nel Museo degli Argenti e delle Porcellane-Palazzo Pitti di Firenze. Frutto di una rilevazione  nel Regno dal 1783 al 1797 realizzata da quattro tra i più insigni Maestri delle poca  primi tra tutti Antonio Berotti, Stefano Santucci e poi Alessandro D’Anna e Xavier Della Gatta), con la tecnica pittorica “à la gouache” una variante dell’ acquerello in cui l’aggiunta di resina d’acacia consente sia di opacizzare che di sovrapporre i colori. Ed altri disegni si trovano in numerosi musei anche stranieri. Tracce del passato? No, anche del presente perché la memoria storica, artistica e artigianale ancora mantiene le sue tracce in Lucania. E se si corre il pericolo di perderla , anche al tempo di internet, sono proprio i social a essere un mezzo per valorizzare tradizione e modernità, antichi costumi e nuovo artigianato; creatività e località lucane da valorizzare. Tutto nasce dall’idea di Simona Brancati , giornalista ed appassionata della sua  Basilicata con una originale iniziativa per raccontare il territorio lucano  in maniera insolita: attraverso un abito, attraverso la sua storia che è anche la sua “casa”, attraverso l’identità di chi abita in Basilicata”.

L’idea è di coinvolgere chiunque sia in possesso di un abito, contemporaneo o tradizionale, o di un accessorio realizzati artigianalmente in Basilicata, e farsi ritrarre (o farlo indossare a qualcuno) in luoghi di particolare pregio della regione, per la  promozione turistica del territorio”.

Un originale concorso fotografico per la LucaniaAbbiamo chiesto direttamente a Simona Brancati come è nata la sua iniziativa.

 Simona Brancati come nasce questa idea di coniugare tradizione e modernità?

L’idea è nata dal desiderio di celebrare con un unico scatto, un luogo o uno scorcio caratteristico della nostra bella Basilicata e l’artigianato artistico, in particolare legato ai capi di vestiario, dei numerosi sarti e stilisti che vi risiedono. Da qui il gioco di parole Abito in Basilicata.
In origine ne avevo tratto un calendario con capi moderni. L’idea è piaciuta all’Apt che ne ha ampliato il raggio, lanciando la campagna di promozione del territorio e aprendo anche agli abiti storici e tradizionali, purchè rigorosamente realizzati a mano.

Tempo  fa c’era uno slogan turistico; la Basilicata delle 4 M (Melfi, Matera, Maratea, e Metaponto) poi si scoprono giustamente altri borghi. Ma diciamolo: La Lucania ha centinaia di borghi e località da valorizzare.

Sì infatti, molti li conoscevo e molti altri ne ho scoperti viaggiando per un intero mese tra la provincia di Potenza e di Matera per realizzare il calendario. Abbiamo paesaggi mozzafiato, borghi antichi e scorci incantevoli. Ed ora con questa iniziativa dell’Apt chiediamo a chi desidera parteciparvi, di mostrarcene altri, condurci tra sentieri nei boschi, tra vicoli in pietra, in riva al mare, dentro una grotta o davanti ad un panorama. Sempre ritraendo un soggetto che indossi un abito o un accessorio realizzato da un artigiano lucano.

 L’abito tradizionale, l’abito per le occasioni speciali; anche quello quotidiano; prima si lavorava in casa o da artigiani spesso di scuola “napoletana” ora questa tradizione in altre regioni diventata un’attività anche imprenditoriale mentre in Basilicata è scomparso. Può rinascere?

A differenza di ciò che si pensa, quella della sartoria è un’attività che non è mai scomparsa in Basilicata e che, avendo vissuto il paradosso della crisi, sta già vivendo, e da diversi anni, un periodo di grande rinascita. Sempre più giovani, inoltre, stanno frequentando corsi di sartoria per imparare un mestiere che è anche un’arte.

Simona cosa ti aspetti da questo concorso? Può essere anche l’inizio di una  valorizzazione turistica che vada oltre la comunicazione tradizionale?

Io ho avuto semplicemente l’intuizione di accostare territorio e artigianato quando ho pensato il progetto Abito in Basilicata, ora, con l’interesse dell’Apt, spero che possa diventare un modo originale per comunicare la Basilicata fuori dai suoi confini.
Per fare questo c’è bisogno della partecipazione dei miei conterranei, per questo più che un concorso è una campagna di promozione alla quale chiediamo ai lucani di partecipare.

Ricordiamo che le immagini da condividere in questo racconto collettivo, dovranno riportare il nome del fotografo, dell’artigiano che ha realizzato il capo o l’accessorio indossato e il luogo ritratto.In caso di capi tradizionali e storici, dovrà essere specificato anche il nome dell’abito e il paese di appartenenza.
Le foto verranno pubblicate sulla pagina Facebook Basilicata Turistica dell’Apt Basilicata e tra le 20 che riceveranno il maggior numero di like verranno scelte quelle da pubblicare sugli altri social (Istagram e Pinterest), sulla copertina della pagina Facebook e sul sito www.basilicataturistica.com.

Le foto devono essere inviate per messaggio privato sulla pagina Facebook di Basilicata Turistica corredate delle info utili. Non saranno ammesse immagini di minori o che non rientrino negli obiettivi della campagna.Il Concorso si concluderà il  3 giugno 2016.

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