UN SOGNO POTENTINO CHIAMATO INVICTA

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TERRA EMARGINATAdomenico friolo
Fu un’epoca straordinaria, che coinvolse tutta Potenza, favorevoli e contro, si sfidavano con parole ed esempi dati, sempre civilmente, sempre correttamente, con educazione ,una virtù comune a tutti i potentini. Epoca in cui la chiesa e la Democrazia Cristiana erano da una parte , dall’altra socialisti e comunisti, pressocchè assenti le altre forze politiche, anche in questo collateralismo che riguardava la cura dei giovani, la partecipazione alla vita sportiv,a sociale e politica . La Democrazia Cristiana primeggiava, era forte, ed aveva in sè, programmazione e anche un pò di denaro ,tramite la Fondazione Libertas che destinava alle società sportive contributi.  Lo fece nelle scuole superiori, lo fece nel calcio, e poi in altre discipline sportive, come la pallacanestro, poi il nuoto. Potenza fu quindi animata da vero spirito sportivo con una Invicta di Peppino Sabia che cresceva, coinvolgeva giovani, si interssava a nuove discipline sportive. Una energia contagiosa che fece da stimolo all’intera città. Parallelamente a questa società, sbocciava la box, che mise insieme un nugolo fortissimo di dilettanti, su cui dominava un autentico campione: Rocco Mazzola, che divenne un super eroe professionista. Tanti ne sanno più di me su questo immenso campione, lascio a loro raccontare, io preferisco immergermi nei sogni in realtà vissuti da presso: ero a vedere, gli allenamenti di Rocco. Ritorniamo all’Invicta, che intanto cresceva, in città le si opponevano altre formazioni di calcio: il Real Potenza, il Monticchio Potenza, che avevano elementi di diversa estrazione sociale, con origini piu umili, che nel calcio cercavano, quello che desse un senso sociale, come ad esserci anche loro, quindi nasceva un campanilismo tutto potentino, dove c’erano vincitori, ma mai perdenti. E Potenza cresceva, la città, si espandeva, scomparve il Real Potenza, il Potenza non aveva più il nome Monticchio a fianco, e veleggiava in serie B, l’invicta continuava a vincere, ma non osò mai tra i professionisti, nacquero dalle sue costole società satellite di calcio, come il Santa Croce, la De Gasperi, squadre in cui ho giocato. L’Invicta era anche un pò gelosa, nei suoi elementi calcistici, e divenne similmente una casta, nel senso buono. Chi riusciva a giocare in questa squadra, percepiva il senso di aver raggiunto un traguardo, quindi, si affinava il carattere, si migliorava il comportamento, lo stare insieme agli altri, si frequentano le chiese e l’armonia di un linguaggio rispettoso, si evidenziava. Non per niente, queste esperienze forgiarono gente virtuosa, che oggi ormai nonnetti, non si sono mai persi nei pensieri e nei ricordi, e che ora tramite Internet, rinverdiscono quell’epoca, bella, affascinante, trascinante, con contatti da luoghi diversi, distanti tra loro, ma che convergono, come allora, nei prati del Viviani, della FiGC, dell’Enaoli, Del Principe di Piemonte o anche del campetto di San Rocco. Non ho nominato persone, salvo Rocco Mazzola, ma tra quei giovani del firmamento Invicta, vi furono atlenti di grande successo, che in varie discipline, hanno innalzato il nome di Potenza, della Lucania, dell’Italia. Grande Invicta, da sempre e per sempre, fiore all’occhiello del capoluogo lucano, la Potenza che allora era ” Invicta”.
Le foto sono prese dalla pagina fb la libertas invicta di peppino sabia. Le persone che ricordano quei tempi o che vogliono postare i loro ricordi dell’attività sportiva sono invitate ad aderire alla pagina e a pregare i loro amici di  farlo. Un modo per rievocare una grande persona e per ricordare il passato di molti.  Condividi sui social questo articolo
 
 
 
 
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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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