UNA GREEN WAY PER POTENZA

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UNA GREEN WAY PER POTENZAby ANTONIO NICASTRO

Ora che il famigerato “nodo del Gallitello” sta per essere completato si comincia a ragionare sulla riqualificazione dell’area circostante l’intreccio dei cavalcavia.

Risolto il problema rappresentato dal passaggio a livello qualcuno ha allargato i ragionamenti al deposito delle FAL dentro il quale un’altra opera pubblica finanziata con i fondi europei FESR sta per essere terminata. Si tratta di un grande parcheggio che le FAL stanno completando all’interno della area che ospita, gli uffici, l’autorimessa per treni e bus; grandi spazi che si prestano ad essere utilizzati per la intermodalità fino ad oggi tanto blaterata ma che non s’è verificata, la metropolitana leggera, infatti, è stato un corpo estraneo nella città di Potenza e sono pochissimi i cittadini che utilizzano le littorine delle FAL per muoversi in città.

Quando il cantiere del “nodo” sarà sbaraccato, si libereranno altri spazi, quelli che in passato ospitarono il capannone utilizzato come autorimessa dal Comune di Potenza.

Prima di pensare alle future utilizzazioni degli spazi di cui sopra bisogna ricordare che oltre una ventina d’anni fa ci furono delle ipotesi di utilizzo che non si sono concretizzate e che il Regolamento Urbanistico, sostitutivo del vecchio Piano Regolatore, non ha previsto nulla in quanto tutta l’area che costeggia il fiume Basento è di pertinenza del Consorzio ASI; quindi per poter pianificare urbanisticamente la parte ci città più pregiata, perché pianeggiante, si deve attuare l’accordo, già scritto,  fra Comune e Consorzio ASI che prevede la restituzione della quasi totalità dei suoli oggi sottoposti a regolamentazione urbanistica del Consorzio Sviluppo Industriale.

Quando la città di Potenza faceva ancora parte della Comunità Alto Basento l’allora presidente di quell’Ente intermedio, Mimmì Locatelli, ipotizzò di dislocare al Pantano di Pignola gli impianti sportivi potentini, si immaginò di delocalizzare il Viviani, costruire il Palasport, una piscina olimpica,  si ragionò di riattivare il percorso ferroviario a scartamento ridotto che collegava il capoluogo di regione a Laurenzana passando da Pignola,  per utilizzarlo come “metropolitana”, ipotesi affascinante ma che è rimasta nel libro dei sogni.

Più di recente il Comune di Potenza, era Sindaco Vito Santarsiero, per valorizzare le aree fluviali del fiume Basento e del torrente Tora, aveva ipotizzato una green way, una via verde,  che dovrebbe, se effettivamente realizzata, creare un percorso pedonale e ciclabile che da Riofreddo dovrebbe arrivare fino a Tito e che avrà come ulteriore attrattiva l’area archeologica scoperta durante la costruzione dei piloni del viadotto che scavalca la linea ferroviaria.

Di carne a cuocere ce n’è tanta, tocca al Comune mettere intorno ad un tavolo urbanisti ed architetti, la disponibilità di finanziamenti europei è assicurata, c’è la concreta possibilità di riqualificare un’area oggi caratterizzata da un caos urbanistico e non solo.

Il parcheggio, o terminal, se vogliamo usare un termine più moderno, all’interno delle FAL, se opportunamente inserito in un nuovo piano di trasporto pubblico, potrebbe risolvere molti dei problemi di ingolfamento sulle strade cittadine, i viaggiatori che utilizzano i bus che oggi percorrono le strade cittadine per portare lavoratori e studenti su luoghi di lavoro e nelle scuole troverebbero qui un posto da cui sarebbe comodo raggiungere tutti i luoghi desiderati attraverso l’interconnessione con la linea ferrata e il sistema delle scale mobili.

La green way, se effettivamente realizzata, per ora si sta costruendo il ponte pedonale di quello che oggi chiamiamo “Parco Fluviale del Basento”, sarebbe una magnifica opportunità per gli amanti della vita all’aperto.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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