UNA POLITICA MALEODORANTE CHE SI RIPETE AI CAMBI DI GUARDIA

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Le prime conseguenze politiche del terremoto giudiziario scoppiato ieri sono le dimissioni da consigliere regionale dell’ing.Francesco Piro, messo dalla Magistratura inquirente al centro della vicenda giudiziaria più consistente e che riguarda la costruzione intorno al sito dell’ospedale di Lagonegro di nuovi padiglioni, per un importo complessivo che supera gli 80 milioni di euro. Dimissioni che probabilmente non saranno isolate, vista la serietà delle misure cautelari che se non supereranno il riesame praticamente inibiscono l’attività assessorile di Cupparo e quelle del consigliere regionale Leone.  Nelle 75 pagine che compongono l’ordinanza del Gip c’è però di tutto, comprese le vecchie vicende mai chiarite dei tamponi ai Vip, come pure una serie di sollecitazioni ai dirigenti generali ad agire secondo interessi che riguardavano la politica. Sorprende su tutto il linguaggio da padroncini del vapore usato in molte circostanze e che , in un linguaggio eufemistico meno volgare, si muovono intorno  all’assunto “adesso siamo noi a comandare” oppure ” a quello lo abbiamo messo noi e non ci può dire di no”. Basterebbe solo questo a sollecitare un dibattito su dove è finita la democrazia rappresentativa: in mano a persone che non partono dall’idea di servire la Regione ma di servirsi della Regione, dei suoi uffici, della sua potestà legislativa o amministrativa, per fare andare certe decisioni in direzione di possibili, e per ora solo presunti, arricchimenti privati. Tutti da provare sul piano giudiziario, ma sicuramente indicativi di un abbassamento della moralità complessiva della politica che sta riguardando soprattutto la sfera delle istituzioni regionali e di quella lucana in particolare già provata solo 4 anni fa da un terremoto della stessa scala tellurica e che portò alle dimissioni del Presidente Pittella. Quello che inquieta è soprattutto il fatto che i consiglieri passano e cambiano ma il loro comportamento pubblico, salvo poche dovute eccezioni, non accenna a cambiare ,almeno nel senso di presentare specchiata e limpida la moglie di Cesare. C’è una tendenza a piegare la macchina amministrativa, a indirizzare decisioni, a indurre le volontà burocratiche verso certi scopi che se non prendono i confini della illegalità sicuramente varcano quelli della morigeratezza, della responsabilità collettiva, della trasparenza. L’altra  questione che sale all’evidenza è il costo che Bardi paga per aver piegato la macchina regionale ad esigenze di operatività immediata, attraverso la creazione di un Dipartimento sottoposto direttamente alla sua volontà decisionale e che di fatto comprende le funzioni più importanti, non solo operative ma anche di vigilanza e di controllo. Ne parlavamo proprio in una nota di ieri, quando abbiamo accennato alla famigerata legge 29 che frantumava l’organizzazione preesistente, basata sul binomio parallelo politica e burocrazia e mischiava le due cose creando una burocrazia politica. Ne fanno fede i direttori generali e gli esperti coinvolti in questa inchiesta, che sono numerosi e forse colpevoli solo di aver avallato questa idea di un superdipartimento alle dipendenze dirette del Governatore, legge che stranamente è passata indenne al controllo di costituzionalità mentre provvedimenti analoghi di altre regioni sono stati bloccati. Su questo si esprime anche la CGIL che insieme al sindacato dei dirigenti regionali aveva praticamene condannato quel provvedimento legislativo considerandolo stravolgente e lesivo dell’autonomia degli uffici, così come la voleva la legge,in vigore, che ha preso il nome di Bassanini.  In conclusione  non c’è da fare processi preventivi sul merito di singole vicende e bisogna aspettare i vari passaggi giuridici, ma la cosa evidente è che se si continua a guardare il dito accusatorio e non la luna di una situazione di malapolitica che si è incancrenita e che si esprime in una gestione discrezionale del potere pubblico, non c’è possibilità di uscire da questa situazione di completo degrado che riguarda l’Istituzione regionale. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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