UNA REGIONE ETERODIRETTA

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spunti per un dibattito

ROCCO ROSA

Nessuno ha titolo per tacciare di retorica o peggio di ipocrisia le riflessioni e i propositi che arrivano dalla classe politica regionale, di maggioranza o di opposizione, rispetto alla tragedia del terremoto, all’accostamento di quell’evento con la pandemia e agli inviti all’unità e alla collaborazione con cui inevitabilente ognuno chiude il proprio intervento. E però,proprio prendendo per sinceri quei propositi, occorre che si pongano dei punti fermi per evitare che celebrato il funerale e sparso l’olio santo della commozione ognuno torni a agire secondo le convenienze di giornata e seguendo le brutte abitudini assunte nel passato.  E dunque, se il tema è lavorare nell’interesse della  regione e secondo uno spirito unitario, non è che si chiede un allargamento delle responsabilità nella conduzione degli enti, ma un coinvolgimento reale di tutti gli eletti, nel luogo in cui questa rappresentanza si consuma , e cioè nelle assemblee elettive. Il custode di questa prassi democratica di coinvolgimento è il presidente del Consiglio, sia esso regionale, provinciale o comunale ; il quale Presidente nel momento in cui viene eletto , dal punto di vista etico dovrebbe deporre la maglietta di partito e diventare riferimento di tutti e garanzia per tutti. Dovrebbe prendere decisioni per il miglior funzionamento del Consesso, sollecitare discussioni, dare corso all’attività ispettiva, pretendere che le scadenze fissate per Statuto vengano rispettare, assumere le decisioni che preservano la dignità dell’Assemblea e le sue prerogative. Se a livello di consiglio regionale della Basilicata si fosse realizzata questa condizione, non avremmo avuto una opposizione che lamenta a) di non aver discusso una proposta di piano sanitario b) di non aver ancora esaminato il piano strategico,c) di non conoscere la manovra che è stata inviata al Governo per il recovery fund né quali progetti  per 700 miliardi sono partiti per Roma, di non aver potuto dare indicazioni circa il piano di sviluppo che i tecnici stanno preparando.  Chi vuole mettere al primo punto l’interesse dei lucani deve sapere dunque che, proprio per contrastare lo spostamento di peso decisionale verso l’esecutivo che si è realizzato con l’elezione diretta del presidente della Giunta regionale, deve operare sullo Statuto per assicurare al Consiglio ampia autonomia, potere di iniziativa e regole nuove per garantire la discussione e la partecipazione. Mantenere la gestione dell’Assemblea in stretta connessione con lì’interesse della maggioranza significa  sottomettere il dibattito, soffocare le voci dissidenti, minare alla base la corrretta formazione delle decisioni.

Una seconda vistosissima anomalia è la formazione per cooptazione della classe dirigente, con i partiti che hanno abolito i meccanismi di rappresentanza comunali, provinciali, regionali e nazionali. Non ci sono più rinnovi sezionali, i congressi sono aboliti o si tengono dopo che le decisioni sono già state prese, i  sindaci delle città vengono decisi a Roma, i parlamentari vengono scelti  dai capi partiti. Un meccanismo che porta a disconoscere il territorio come fonte di rappresentanza e quindi a fare politica nell’interesse dei decisori romani, sia che si tratti di rivendicare lì’importanza del petrolio per la Nazione, sia che si tratti di votare al referendum per cose contrarie all’interesse della regione ( vedi referendum sulle trivelle).  C’è la possibilità di fare queste cose? c’è la volontà di prendere provvedimenti rispetto a questi strappi portati ad un corretto esercizio di democrazia?

Non credo. E però credo che se si continua di questo passo, arriverà il momento in cui torneranno i partiti localistici, quelli che mettono  nel focus della loro azione esclusivamente la regione, in una sorta di nuova autonomia regionale. Se riflettiamo adeguatamente, l’autonomismo lo stanno chiedendo le regioni ricche, Zaia ha fatto il pieno del consenso e perfino l’Emilia , espressione di una politica statalista, si muove in quella direzione.  Lì vogliono decidere da soli. Noi aspettiamo che altri decidano per noi in casa nostra. Ma siccome stiamo vedendo che questo Protettorato romano ci sta umiliando e mortificando, può darsi che oggi o domani si accenda la scintilla di una rivendicazione autonomistica. Sopratutto se l’egoismo dei capi partiti partorirà l’ennesimo tradimento al popolo, non introducendo le preferenze . Due sono le soluzioni: o i partiti imparano a rispettare il territorio, dando alla dirigenza locale pieni poteri decisionali , oppure la gente si organizzerà per decidere senza i partiti. Come in gran parte è successo a Matera. O Roma cambia, oppure si ritroverà con uno scenario cambiato.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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