GIOVANNI BENEDETTO
Un’emozione collettiva Non avevo mai visto in lacrime i volti di settantamila tifosi per salutare un loro beniamino: Totti ci è riuscito, insieme a loro ha pianto lui per prima. Ho paragonato il commiato di Totti al commiato dei milioni di emigranti che a bordo di una nave al distacco dalla banchina, emozionati e con un fazzoletto in mano, salutavano il gruppo di parenti fermi al porto con i nasi all’insu’ per l’ultimo saluto, mentre vedovono la nave inesorabilmente allontanarsi, a una persona cara che non sapevano se l’avrebbero mai più rivista. Totti ha trasferito simili emozioni coinvolgendo non un gruppo di parenti, ma una folla immensa di tifosi che era accalcata sugli spalti dell’olimpico per fargli festa. La stessa emozione forse più riservata e silenziosa l’ha provata l’intera Italia sportiva davanti agli schermi televisivi. Il calcio è uno sport, un divertimento per chi gioca e per chi sta sugli spalti tocca i sentimenti delle persone che si arrabbiano, protestano, fischiano o applaudono, incitano, si entusiasmano fino all’inverosimile.
Per chi è lontano da questo sport potrebbe sembrare che la gente impazzisca o esageri smisuratamente a fare dipendere i suoi umori dalle traiettorie che prende il pallone in campo, quando fuori dallo stadio ci sono tanti problemi sociali molto più vitali e importanti di cui interessarsi. È vera pure l’ultima considerazione, ma l’uomo, da quando esiste, ha anche bisogno di momenti di distrazioni di esaltazione per ricaricarsi delle energie necessarie per affrontare i problemi della vita. E il commiato di Totti, carico di empatia verso il suo pubblico, è riuscito pienamente a suscitare una forte emozione che ha colpito tutti: i suoi compagni, i giovani, la gente semplice, i Vip, gli intellettuali e tutti gli sportivi italiani regalando loro una bella e inedita pagina di Sport. È stata una bellissima giornata che ha fatto dimenticare le tante ombre che coprono l’ambiente del calcio addolcito da una favola durata venticinque anni. Credo e mi auguro che la giornata dell’Olimpico di domenica scorsa sia oggetto di attenzione da parte non solo degli addetti ai lavori ma di chi si occupa di fenomeni sociali e delle emotività che essi generano.