Un’idea di trasporto pubblico per la Città di Potenza e del suo hinterland

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gerardo lisco

La questione del trasporto pubblico è stato uno degli argomenti trattati durante la campagna elettorale per le comunali. Passata la sbornia da campagna elettorale una riflessione su quello che è il contesto va fatta ragionando sull’immediato e sulla prospettiva. Dalla lettura dei giornali e dal dibattito in corso sembra che le soluzione alle criticità  del trasporto pubblico regionale stiano nel completamento della linea ferroviaria RFI da Ferrandina scalo a Matera, nel Freccia Rossa e nelle gare per l’assegnazione dei servizi su gomma. Per quanto importanti sono solo alcune delle questioni che interessano il trasporto pubblico in Basilicata. Soprattutto interessano marginalmente Potenza e il suo hinterland. Gli interventi dicevo devono essere di due tipi. Il primo deve riguardare la programmazione dell’esistente raccordando il servizio comunale con i servizi ferroviari di competenza regionale e i servizi su gomma di competenza provinciale. Regione Basilicata ha di recente approvato il Piano regionale del Trasporto propedeutico all’approvazione dei Piani di Bacino per l’espletamento delle gare d’appalto. In questo contesto si inserisce la stessa mobilità comunale. Detto questo è chiaro che, per quanto riguarda Potenza e il suo hinterland, la messa a gara dei servizi su gomma non è esaustiva. Potenza e il suo hinterland hanno bisogno di interventi infrastrutturali in grado di incidere sul territorio e nel contempo di consentire una diversa programmazione dei servizi adeguati alle esigenze di un tessuto sociale ed economico mutato. Per anni le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno sostenuto la necessità di completare l’anello metropolitano ferroviario rappresentato dal tracciato FAL  srl che attraversa la Città al fine di dotare l’area urbana di una sorta di ferrovia urbana simile a un servizio metropolitano. Il vero nodo da sciogliere non è tanto la chiusura dell’anello ferroviario, progetto ormai abortito da tempo. Dell’anello metropolitano restano le fermate costruite decenni fa ridotte a discarica o peggio. Sul piano infrastrutturale il nodo da sciogliere è la sovrapposizione della tratta RFI – FAL da Avigliano Lucania/ C.da Lavangone a Potenza S. Maria. Sovrapposizione che riduce  di molto la capacità della linea ferroviaria in funzione urbana/suburbana.  L’anello ferroviario all’interno della Città di Potenza già esiste è sufficiente guardare la cartina allegata al’articolo. Ciò che lo rende inutilizzabile è il diverso scartamento, ossia la distanza che esiste tra le rotaie che del tracciato FAL srl da quello di RFI. Detto in modo molto semplice: i treni FAL srl sono più stretti di quelli che circolano sulla tratta di RFI. Sulla tratta ferroviaria che va da Avigliano Lucania alle Stazioni FAL e d FS di Potenza S.Maria la rotaia di FAL srl si interpone a quella di RFI. Non ci vuole molto a capire che o passa un treno o passa l’altro. L’anello metropolitano ferroviario in ambito urbano può essere realizzato alla sola condizione di rendere omogenei i tracciati ferroviari. Per rendere omogenei i due tracciati ferroviari o si porta lo stadard  FAL srl a quello di RFI o si opera in senso inverso nella sola tratta urbana.La cosa più facile da fare è ridurre lo standard di RFI a quello di FAL. La domanda che  nasce spontanea è:  dopo un’operazione di questo genere a Potenza non arriva più il servizio ferroviario di Trenitalia che viene da Foggia passando per Melfi, Rionero e infine Potenza. A questa domanda la politica, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni delle imprese, le istituzioni a partire dalle amministrazioni comunali per finire a Regione Basilicata e ai parlamentari dovrebbero dire una sola cosa perché : Ferrandina Scalo – Matera si e Avigliano Lucania – Scalo FS di Vaglio no? La soluzione infrastrutturale è nella costruzione di un nuovo tracciato di RFI che da Avigliano Lucania raggiunga lo scalo di Vaglio riconnettendosi alla linea di RFI proveniente da Salerno e diretta verso Taranto. Al di là dei proclami da campagna elettorale solo un investimento infrastrutturale serio è in grado risolvere il problema della mobilità della città di Potenza e del suo hinterland creando le condizioni per un sistema integrato e intermodale. Diversamente sono solo chiacchiere al vento buone per campagne elettorali dove si parla di tutto senza una visione  e una strategia di sviluppo del territorio. Potenza e il  suo hinterland interessa non meno di 130.000 abitanti. Il flusso del traffico da e per Potenza interessa numerosi comuni, di seguito solo per memoria : Avigliano, Pietragalla, Acerenza, Cancellara, Genzano, Pignola, Tito, Picerno, Baragiano, Bella Muro Lucano, Pignola, Abriola, Anzi, Laurenzana, Vaglio. L’idea che ho provato a delineare è in grado di tenere insieme la Città creando un sistema di mobilità che può diventare fattore di crescita e di sviluppo dell’intera area urbana e del suo hinterland . Un sistema di trasporto efficiente ed efficace può contribuire a fermare lo spopolamento dei comuni dell’hinterland. Può contribuire a costruire un senso di appartenenza ad una comunità più ampia di quella del singolo comune. Solo per inciso i numeri fanno massa critica e in un sistema che vede in concorrenza individui, imprese e sistemi territoriali rispetto all’attrazione di capitali per investimenti.  Questa mia riflessione vuole essere solo uno spunto dalla quale partire, non ha la pretesa di una conclusione. Un progetto di questo genere richiede una forte volontà, in primo luogo, da parte dell’amministrazione comunale di Potenza che deve essere in grado di interagire con i comuni limitrofi, con la Regione, con RFI e FAL diversamente ogni azione politica in materia di trasporto pubblico sarà solo il rincorrere di criticità che verranno risolte con le solite toppe. Di tutto c’è bisogno tranne che di toppe.

 

 

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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