UNO SCONFINAMENTO NELLA POLITICA, DICE LA CASSAZIONE

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I difensori possono esultare, Marcello Pitella può tirare un sospiro  di sollievo, il cittadino normale non può che rimanere interdetto  di fronte alla motivazioni che accompagnano il rinvio al Riesame dei provvedimenti restrittivi a suo tempo adottati dallo stesso organo. Le quali motivazioni sono perfettamente in sintonia con le perplessità espressa dalla gran parte della pubblica opinione in ordine ad una vicenda giudiziaria che è apparsa da subito condotta sopra le righe. Qui non parliamo di merito e di fatti. Parliamo di uno stato di diritto nel quale la Magistratura compie il suo dovere all ’interno delle regole e non forzandole. Di  un Gip  che deve agevolare il confronto fra accusa e difesa  con un grado di imparzialità massima e di un Riesame che deve valutare se certi provvedimenti adottati sono congrui e appropriati rispetto ai fatti, alle prove acquisite e al pericolo di reiterazione del reato o di inquinamento delle stesse prove. Sarà poi il giudizio, di un Gup o di una Corte, a entrare nel merito, condannando o assolvendo un imputato, su fatti provati oltre ogni dubbio. Vedere riportato nella decisione  di rigetto in prima istanza la motivazione che quelle misure sono giustificate anche dal fatto che il soggetto ha manifestato l’intenzione di ripresentarsi alle elezioni è qualcosa che ha fatto saltare sulla sedia tutti quelli che appena masticano di diritto, facendo subito apparire l’intera vicenda  affatto chiara nelle sue finalità. E la Cassazione così commenta questa assurdità :  si tratta “con evidenza – dice la Corte – di uno  sconfinamento dei parametri legali che, imponendo al giudice una valutazione prognostica sfavorevole sul pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede, non possono spingersi fino alla possibilita’ di ritenere adeguata una misura cautelare per comprimere l’esercizio del diritto costituzionale di elettorato passivo“. Ecco l’interrogativo: ci si è spinti fin dove era proibito , volutamente o per imperizia? Perchè se l’obiettivo era di estrometterlo dalle elezioni, allora in questa vicenda si è scritto una pagina nuova che riguarda l’invadenza del potere giudiziario nella sfera politica fino a decidere chi deve vincere e chi deve perdere. E’ stata coniata già nel passato la espressione di provvedimenti ad orologeria, ma sempre ricondotti nell’ambito di forzature da parte degli inquirenti  e non di chi deve vagliare i fatti e pesare le prove per assicurare serenità di giudizio e rispetto dei diritti. Qui il fronte delle forzature si è allargato a dismisura rafforzando il sospetto che nella vicenda non c’erano giudici terzi. Non è un caso che su queste colonne abbiamo osservato che , data l’aria che si respirava, era il caso di non perdere tempo e di affidarsi immediatamente al giudizio della Cassazione. Giudizio che è tranciante in maniera impietosa verso la conduzione di questo caso: non risultano, scrive la Corte “sufficientemente esplicitati” i caratteri di “gravita’, precisione e concordanza” degli “elementi di fatto meramente elencati dal tribunale in maniera frammentaria e con uso di una tecnica redazionale spesso segnata da superflui giudizi di carattere moralistico”. Rimanere nella sfera giuridica, è il monito della Cassazione e non basarsi su argomentazioni generaliste per sconfinare in altri intendimenti. Che cosa dire di più? 

Quanto alle conseguenze, l’interrogativo che si apre è che succederà da doman?i. Premesso che la sua innocenza Pittella la dovrà dimostrare in Tribunale e che in quel luogo dovrà essere convincente, oggi tutti i cavalli di frisia messi sul suo terreno politico dovranno per forza essere rimossi e con essi ogni ragionamento giuridico o politico connesso alla candidabilità del soggetto. Si potrà candidare e sarà la gente a promuoverlo o bocciare a seconda del giudizio che ne ha ricavato sulla conduzione della Regione e non sulla base di questa vicenda. In questo desiderio di vedersi riconosciuti i diritti a lui spettanti e non di soggiacere ad un processo sommario e mediatico il cui scopo era di toglierlo di mezzo, Marcello Pittella ha resistito oltre ogni limite, fino a farsi accusare di tenere in ostaggio una regione.  Ha fatto bene ed ha avuto ragione : con la politica si può giocare, ma con la dignita’ delle persone no. O non più, dice la Cassazione in una decisione che dovrà entrare nei libri di testo delle scienze giuridiche. Rocco Rosa

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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