Up & Down: le delusioni della F1 2016

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Non è andata bene per tutti. Il 2016 ha portato buoni frutti per alcuni dei piloti in griglia, ma non per tutti. C’è gente che ha pagato l’annata con il licenziamento finale. Ma non solo: esistono delusioni più grandi, che risaltano su tutti i giornali ma alla fine non hanno distrutto carriere. Sono i grandi sgambetti che quest’anno ha riservato a diverse star della F1. Vediamole insieme.

Sebastian VettelSEBASTIAN VETTEL – Il pilota tedesco della Ferrari è di certo il driver più contestato dell’anno. Spesso nervoso, è andato incontro a sfortuna e a errori che nessuno si aspettava da un quattro volte campione del mondo. Diverse volte dietro Raikkonen in classifica piloti, per tutto l’anno si sono rincorsi i sussurri e i mormorii che lo davano molto più insoddisfatto di quanto lasciasse trapelare alla stampa. L’alfiere del Cavallino non è riuscito a cogliere neanche una vittoria (anche se, in questo caso, la colpa è della SF16H e del muretto box) e ha conquistato meno podi del previsto. Ma al di là del magro bottino, quello che davvero delude del #5 è la sua incapacità di far partire la riscossa e di farsi largo nella griglia a botte di sorpassi e controsorpassi. Insomma, la sensazione è che Vettel è stato “meno Alonso” di quanto il popolo ferrarista si aspettasse da lui. Ma il suo talento non è in discussione, e molti ferraristi (tra cui chi scrive) rimangono convinti della sua bontà alla guida della Rossa.

Nico HulkenbergNICO HULKENBERG – Un altro teutonico, un altro paio di maniche. Il giovane alfiere della Force India quest’anno ha subito la velocità del compagno di squadra. Sergio Perez è riuscito a scavalcarlo in graduatoria e a ritagliarsi uno spazio più largo nella scuderia. Forse è anche per questo che Nico, a secco di podi nonostante una serie di stagioni in cui ha sempre brillato, ha deciso di cambiare aria e firmare con la Renault Sport F1. “Hulk” deve trovare il modo di ritornare agli onori delle cronache, così come faceva anni fa strappando posizioni incredibili con la Sauber e con la stessa Force India. Rimarrà stampata negli annali la sua pole position al GP del Brasile 2010, a guida della Williams. Ecco perché VJ Mallya l’aveva chiamato nel suo team. Con Perez pronto a strappargli i galloni da prima guida, Nico è costretto a cambiare aria. Ma l’incarico alla Renault è ancora più prestigioso e perfino più importante: fare il primo pilota in una squadra chiamata alla rinascita. Non proprio la migliore delle condizioni, ma di certo il sedile più caldo sul quale sia mai stato chiamato a prender posto.

Felipe NasrFELIPE NASR – La sorte è stata molto sarcastica nei suoi confronti. Il secondo brasiliano della griglia ha corso con la Sauber in questi ultimi due anni e, sorprendentemente, in questa stagione le ha prese di santa ragione dal compagno di squadra Marcus Ericsson, notoriamente poco veloce. Il pilota carioca ha però strappato 2 punti al penultimo round dell’anno: i 2 punti che hanno consegnato alla Sauber il decimo posto in classifica a squadre. Ovvero l’ultima casella che assegna premi in denaro alle scuderie F1. Premi in denaro che hanno reso però superflue le sue sponsorizzazioni, e che quindi minacciano di buttarlo fuori dalla sgangherata scuderia svizzera.

Daniil KvyatDANIIL KVYAT La sua vicenda è molto più triste di quanto narrino le classifiche. L’anno passato riuscì a classificarsi davanti a Daniel Ricciardo, nonostante un esordio difficile al volante della Red Bull. Quest’anno Helmut Marko ha preferito cacciarlo dalla scuderia anglo-austriaca per sostituirlo con Max Verstappen. Da lì tutto è andato male: la delusione cocente e i problemi di adattamento sulla Toro Rosso gli hanno impedito di riscattare la propria carriera. Kvyat, il russo di Roma, è scomparso dai teleschermi e ha rischiato persino la riconferma in Toro Rosso. Difficile che riesca ad accasarsi altrove se non migliora nel 2017. E forse è il caso che ringrazi Giovinazzi: senza di lui a mettere in dubbio le doti di Gasly, il francese del vivaio Red Bull (forse) gli avrebbe soffiato il posto…

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Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

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