Il Potenza è davvero allo sbando. Sia sotto l’aspetto tecnico che soprattutto per il caos sovrano che contraddistingue ogni azione del duo presidenziale Vertolomo e Vangone. Adesso la misura è davvero colma e di questi due personaggi bisogna al più presto liberarsene. A Potenza nessuno li vuole vedere più e al massimo l’unico viaggio che devono fare verso il capoluogo lucano deve essere quello per andare dal sindaco e consegnare, senza avere nulla a pretendere, la società nelle mani del primo cittadino. E poi tornare definitivamente nella loro amata Campania. Troppi i danni che questi signori hanno fatto e continuano a fare ad una intera comunita’ di appassionati di calcio che non meritano questi comportamenti cosi offensivi. Del resto, dopo gli sfasci dello scorso anno con il Potenza salvo solo all’ultima giornata, nessuno si sarebbe dovuto illudere che Vertolomo e Vangone avrebbero potuto cambiare marcia e registro e diventare all’improvviso dirigenti capaci. Lo andiamo ripetendo da tempo e questo avrebbe dovuto aprire gli occhi a tutti che all’incapacità acclarata di Vertolomo e Vangone ha messo rimedio e forse alla fine è stato un male solo Ezio Capuano quando si è assunto il compito di provvedere a costituire l’organico del Potenza assicurandogli anche una buonissima qualità complessiva. Chiaramente Capuano lo ha fatto in buona fede e per il suo sviscerato amore per i colori rossoblù, ma alla fine ha tolto solo le castagne dal fuoco al duo presidenziale che mai e poi mai sarebbero stati in grado di allestire una squadra, figuriamoci se potevano pensare e fare un organico con grande qualità e in grado di essere competitivo. Finito il feeling con Capuano, i nodi, come era ovvio che fosse, sono venuti al pettine e i proprietari del Potenza hanno mostrato il loro vero volto di persone incapaci alla massima potenza di poter gestire una società di calcio. Le ultime vicende di cui parleremo fra poco hanno fatto il resto ed hanno portato il Potenza ad un’altra stagione fallimentare. Per esclusive colpe ed anche molto gravi dei due signori venuti dalla Campania. Giusto per elencare quelle degli ultimi tre mesi non si può sottacere che già da settembre Capuano insisteva sulla necessità di completare il roster del Potenza con altri 4/5 giocatori per farlo diventare protagonista del campionato. Ma purtroppo non c’è stato niente da fare perché Vertolomo e Vangone da quell’orecchio non ci hanno sentito proprio. E, conseguenza logica, prima Pirozzi e poi nelle ultime due gare anche Biagioni hanno dovuto fare i conti con l’emergenza perenne che ha portato, inevitabilmente, ad una serie impressionante di risultati negativi, ultimo dei quali la sconfitta con il Picerno, che ha fatto precipitare i rossoblù al centro classifica dopo un inizio di torneo incoraggiante e molto positivo. Poi la sceneggiata napoletana è continuata con il tentativo goffo e impossibile da realizzare di portare Capuano sulla panchina del Potenza. Un’altra evidente presa per i fondelli nei confronti dei tifosi rossoblù da parte di questi due personaggi che sapevano benissimo che l’ingaggio richiesto da Capuano di 110 mila euro annui non lo avrebbero mai potuto pagare e che hanno cercato, inutilmente, di accreditare questa falsa possibilità credendo che a Potenza abbiamo ancora l’anello al naso. Come sarebbe potuto accadere una cosa del genere, ossia Capuano allenatore del Potenza, che è la stessa cosa che credere all’asino che vola se i due proprietari non sono nemmeno capaci di essere puntuali, come denunciato dagli stessi giocatori, nel pagamento dei rimborsi spese? Per arrivare poi alle promesse roboanti e dichiarate urbi et orbi che al massimo per il 2 o tre dicembre sarebbero arrivati almeno tre rinforzi sicuri per affrontare al meglio la gara con il Picerno. La verità su Vertolomo e Vangone l’ha detta però ieri sera il direttore sportivo Flammia che si è dimesso dall’incarico perché ha dichiarato che lui non è stato messo nelle condizioni dai due proprietari di fare le operazioni di mercato:” occorrevano 8 mila euro per il centrocampista Vicedomini e garanzie economiche sicure per ottenere il si di Mounard e dell’attaccante Maggio. Ma non sono arrivate ”. Anche questa dichiarazione di Flammia lascia il tempo che trova. Bisognava aspettare questo mercato di dicembre per rendersi conto che Vertolomo e Vangone non erano in condizioni di fare acquisti? E lo stesso Flammiache con i due proprietari lavora ormai da tre anni, si è accorto solo adesso di questa situazione?. Ci sembra il solito scaricabarile all’italiana di fronte ad una nave che è sul punto di affondare. La vicenda Villa è stata poi la ciliegina finale che conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, da che razza di dirigenti è stato guidato il Potenza negli ultimi due anni. Ma questa volta le colpe vanno divise equamente tra proprietari, allenatore e lo stesso Villa. Il giocatore non si è comportato da professionista perché si è rifiutato di allenarsi per tre giorni consecutivi, Biagioni ha sbagliato a voler a tutti i costi la disponibilità di Villa per Picerno e i due proprietari Vertolomo e Vangone non avrebbero dovuto fare altro che multare il giocatore o metterlo fuori rosa, imporre questa decisione all’allenatore e non derogare dal principio sacrosanto che le regole devono essere rispettate sempre. Invece, con ogni probabilità, i due massimi dirigentihanno convinto Villa a rendersi disponibile per Picerno solo con la promessa che poi gli avrebbero firmato la lista di svincolo per permettere al giocatore argentino di andare altrove. Si è creato un precedente molto pericoloso in seno al Potenza dove qualsiasi giocatore potrebbe anche non allenarsi per tutta la settimana o allenarsi solo quando ne ha voglia, tanto poi la domenica in campo ci va lo stesso. E nonostante Villa il Potenza le ha buscate dal Picerno e in maniera meritata. Più determinata, più organizzata, meglio disposta in campo la formazione di Arleo rispetto ad un Potenza che ha pensato solo a non correre rischi per riuscire a portare a casa il pareggio. E ci stava addirittura riuscendo perché i rossoblù avevano pareggiato la rete di Tedesco con un rigore di Todino. Ma il Picerno la vittoria la voleva ad ogni costo ed ha profuso l’impegno massimo per ottenerla anche nel finale quando Casada ha messo dentro di testa il gol successo. Ma quello che è preoccupante e che va di pari passo con il caos in società è che il Potenza nelle ultime due giornate di campionato ha avuto un’involuzione tattica sul piano del gioco. Che sotto la gestione Pirozzi funzionava abbastanza bene anche quando è cominciata l’emergenza infortuni. Invece a Picerno l’unico schema di gioco che si è visto è stata un’infinità di lanci lunghi, zero fraseggio a centrocampo, zero aperture sulle corsie esterne e continua rincorsa degli attaccanti a cercare di addomesticare questi palloni lunghi che hanno fatto sempre il gioco del Picerno che aveva modo di ripartire dalla sua metà campo indisturbato. E questa involuzione non si può certo spiegare con l’alibi della ristrettezza numerica della rosa. Chiaramente anche Biagioni ci ha messo del suo ma tutto va ricondotto a due soli responsabili: a Vangone e Vertolomo che tra l’altro hanno un’altra colpa gravissima: quello di non aver saputo cogliere che questo poteva essere l’anno buono per il Potenza per lottare per la vittoria del campionato. Avendo potuto contare sulla competenza di Capuano che una squadra molto competitiva era riuscito a farla. Dopo l’inizio scoppiettante della formazione allora allenata da Pirozzi aspettavamo e forse ci eravamo illusi che i proprietari completassero l’opera con altri 4/5 elementi importanti come voleva fare Capuano. Che non ci davano la certezza di arrivare al primo posto, ma che permettevano al Potenza di lottare ad armi pari con tutte le squadre accreditate per la vittoria finale. L’idea di calcio che ci vogliono propinare Vertolomo e Vangone è lontana anni luce dal modo corretto di gestire una società di calcio. Non regge nemmeno l’idea che i due dirigenti campani andassero ringraziati perché ci facevano vedere il pallone rotolare sul tappeto del Viviani. Diciamo francamente che sarebbe stato meglio non assistere a questi due anni di scempio e tenere chiuso il Viviani in attesa di tempi migliori.
LA MISURA E’ COLMA: VERTOLOMO E VANGONE SE NE VADANO.
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