RENZI HA PERSO LA BATTAGLIA, NON LA GUERRA

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di Rocco Rosa

Il profluvio di dichiarazioni entusiastiche per la vittoria del No da parte degli esponenti di tutti i partiti, minoranza Pd compresa,  richiama alla mente la simpatica pubblicità del gioco del lotto, con una metà campo occupata da un solo giocatore col pallone in mano e l’altra metà campo con uno schieramento di dieci file da dieci di giocatori ognuna, che partono per dare la caccia al poverino. Il claim finale è “ ti piace vincere facile? ”  Si, solo uno che viene da Marte poteva pensare che il premier potesse convincere la maggioranza del corpo elettorale a votare una riforma che ha dato un pretesto a tutti per mettere sotto Renzi: una personalizzazione sbagliata, una enfatizzazione sopra le righe , una mediazione sconclusionata che lo ha portato a strappare un Si nelle Camere e a subire un No nelle piazze.  Aggiusta qui, tira un po’ le maniche, accorcia il punto vita, ne è uscito un testo inguardabile che, coniugato ad una legge elettorale sbilanciata, faceva intravedere il pericolo di un rimedio peggiore del male. Renzi esce da palazzo Chigi col fagotto della sua riforma, ma anche con la soddisfazione di aver quasi da solo ottenuto un 40 per cento di consensi. Che anche questi sono a lui e al Governo, non alla riforma. Se è vero che il tutti contro Renzi ha ottenuto il 60 per cento, è pure vero il contrario: che cioè il personaggio è uscito sconfitto ma a testa alta perchè ha stupito per la sua capacità di lottare, per la sua vitalità e anche per la sua personalità forte. E’ un cinghialino ferito ma che non si è certo arreso. Ora l’errore di quanti nel Pd hanno voluto punire l’arroganza del premier è di pensare che la partita torni  in una sede di confronto interno e che si trovi un accordo su come andare avanti. E’ l’ultima cosa cui Renzi, nella funzione esclusiva  di segretario  del partito  potrà prestare attenzione. A lui interessa un solo tema: come diventare l’alternativa autorevole alla deriva populista di Grillo. Si perché quello che non tutti hanno capito è che  il Paese il salto nel buio l’ha già fatto, ed è disposto a provare tutto e di tutto,  come un fallito che non ha paura più dei creditori e che si diverte al tanto meglio tanto peggio. Una cattiva politica ventennale ha distrutto la spina dorsale del Paese, lo ha terremotato moralmente, lo ha stremato fino alla resa: quel ceto medio  fatto di stipendi striminziti,  di una casa costruita col sudore, di un mutuo vissuto come una spada di Damocle, stillata col sudore, di priorità verso i  figli ed il loro futuro, ha alzato bandiera bianca e sta dicendo che è inutile fare da diga al qualunquismo se da una parte ci sono giovani senza speranza e dall’altra non ci sono che soldati di ventura, ognuno pronto a vendersi, ognuno ad accoltellare amici, ognuno voltagabbana un giorno si e l’altro pure. Questa classe dirigente va rottamata, non recuperata , qualunque sia il nome che porti. L’errore che il premier deve evitare è di pensare che accordi di vertice a destra come a sinistra possano cambiare la situazione e dargli un vantaggio elettorale. No, la sua vittoria passa esattamente per la scelta opposta: tagliare col passato e ricominciare da un partito tutto nuovo e tutto diverso, e con meccanismi di consultazione delle base, autentiche e non artefatte, che siano il nuovo sale della democrazia. I cittadini possono essere i migliori alleati, per un leader che veramente li sappia ascoltare.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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