Rispetto ad alcune opere dubbie, la nave del Serpentone, l’agorà di Santa maria, il ponte di via di Giura, la cittadinanza potentina si è espressa facendo proprie la scritta che qualche mano spiritosa ha posto nottetempo: che bella cac….Ma il writer di queste sconcezze si è scordata la più grande di tutte che è la sistemazione data tanto tempo fa alla passeggiata di viale Dante. Bisogna tener presente che allor
a il cemento andava di moda e qualche architetto si è divertito non solo a metterlo dove non c’era bisogno ma a fargli fare le curve come un percorso di slalom. Nella idea progettuale c’era di tutto: la panchine di cemento non all’ombra ma al sole, un museo a cielo aperto in materiale ferroso tra una esse e l’altra, e , dalla parte della strada, le parti interne della esse come fioriere che dovevano abbellire l’intero viale
. Può darsi che il progetto fosse in linea con i tempi e può darsi che se esso fosse stato realizzato in tutti gli aspetti e regolarmente soggetto a manutenzione, la cosa possa essere ancora accettabile. Ma il cemento sotto le intemperie si è deteriorato, l’architettura in ferro si è dimostrata una inutile sovrastruttura che toglie agibilità al viale e le panchine non possono essere occupate per via del fatto che quelle curve di terra che guardano la strada principale sono diventate cessi per cani. Il fatto grave è che quelle aiuole sono state anche occupate per spazi pubblicitari da ditte che hanno un braccino corto, quel tanto che basta a piazzare la pubblicità ma non abbastanza lungo da cacciare i soldi per organizzare le fioriere. La mia opinione è che in questa legislatura bisogna anche mettere in programma la riqualificazione di viale Dante che è la vera strada del passeggio dei potentini, ripristinando non solo il solo viale alberato, senza curve e senza anfratti, ma possibilmente anche riaprendo al pubblico l’uso del parco del Seminario.
Qualcuno dovrà pure ricordare che tanti anni fa, il Comune spese fior di soldi per fare le passeggiate e per riorganizzare la presenza arborea, con una scalinata che scendeva da viale Dante ,all’altezza della stazione delle scale mobili. Spesi i soldi, cambiata la Giunta , è uscito un bel lucchetto , sul cancello di viale Dante, all’insegna del prendi i soldi pubblici e fanne un uso privato. Anche la Curia non scherza a Potenza.
VIALE DANTE, UNO SCONCIO INSOPPORTABILE
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