Il programma di Vinilyca, il festival del disco in vinile nato dalla geniale testa di Rocco Pesarini di Sonoricamente ed in corso in questi giorni a Potenza, è così ricco di piccoli ma interessantissimi eventi da non avermi consentito (colpevolmente) di partecipare a tutti. Ma a due eventi non ho voluto mancare: la lectio magistralis di Pierluigi Delle Noci sui vinili che hanno fatto la storia della musica negli anni ’70, e il talk show sui “vinili della vita” moderato da Massimo Brancati cui hanno partecipato Pino Quartana, Rocco Spagnoletta e Dino de Angelis.
Io ripenso alle note evocate, che per me hanno un sapore amarognolo di nostalgia. Sono le stesse note che ascoltavo, nascosta in un angolo, nella stanza dove un Antonio Luongo adolescente (ma per me, bambina, erano tutti “grandi”) le suonava insieme alla band de La Bottega del Vecchio Ramaio, o dei Quori Infranti. Il rock progressive di quegli anni, quelle note aspre e dissonanti, per me totalmente incomprensibili, erano però il mio codice di accesso ad un mondo adulto, nel quale non dubitavo sarei entrata, prima o poi. E mi pareva che ad ascoltarle e riascoltarle, quasi imparandole a memoria, pur così strane, quelle note mi dessero una sorta di vantaggio competitivo rispetto ai miei coetanei, una cosa che io sapevo e loro no. E poi c’era la dolcezza di Antonio, che non si infastidiva mai per la mia presenza, mi esortava solo a non farmi male fra i fili elettrici, le aste dei microfoni, i piedi impazienti dei musicisti.
- Paul Simon & Art Garfunkel, The concert in Central Park
- Fabrizio De Andrè e la PFM, Concerto Vol. I e II (ok, sono due, perdonatemi)
- Pino Daniele, Vai mo’
Me ne concedete un altro?
4. Bruce Springsteen, The river
Vinilyca non è ancora terminato! Tutte le info sul programma le trovate QUI, e non perdetevi la mostra dei vinili rari, sempre alla libreria Mondadori.
