Dire che la decisione del Governo regionale in scadenza di nominare i vertici della sanità abbia suscitare vibrate reazioni è dire poco. I cinque stelle sono furibondi e, da sinistra, c’è chi spara ad alzo zero contro questa che è definita una grande scorrettezza istituzionale. In effetti è un comportamento poco etico, che trova giustificazioni deboli nella prassi che si è tenuta da qualche tempo perchè il predecessore di Pittella avrebbe fatto la stessa cosa, come la stessa cosa viene fatta a Roma. Resta pur tuttavia il fatto che decisioni del genere imbrigliano di fatto le scelte operative dei nuovi amministratori della Regione, perchè debbono lavorare con uomini che non sono stati scelti da loro. Ora se lo spoil system deve funzionare che ognuno si deve tenere quelli di prima, è un paradosso di cui la Basilicata può rivendicare la paternità. SI sta giocando in questo finale di stagione una partita sul filo della Costituzione e su quello delle Leggi. La Costituzione non prevede lo spoil System, ma neanche concepisce che le scelte di governo debbano opzionare la subentrante legislatura, così come, per la legge elettorale, se non fa divieto di legiferare a fine legislatura, considera opportuno che non lo si faccia. Messe insieme le due cose , cioè due forzature in una, ne esce il teorema, portato dal candidato Governatore Mattia, che tutto questo sia frutto di un disegno per cambiare il corso degli eventi e arrivare a maggio con il voto, sperando che a maggio le rose fioriscano anche nel giardino inquinato della coalizione uscente. Si doveva votare a novembre, si è fatto, in fin di vita politica, una legge per allungare di due mesi i tempi del voto, adesso , siccome c’è una legge che dice di accorpare le votazioni per istituzioni diverse in un solo giorno, si invoca la data di maggio per andare alle urne in Basilicata. SI è giocato insomma con i tempi e con una tattica interpretativa di leggi che non sono scritte chiaramente, perchè non prevedono ( almeno quella nazionale) come comportarsi esattamente in determinate circostanze. Come finirà questa storia? Può bastare una lettera del Ministro dell’Interno che, non volendo esprimersi sulla norma della spending revuew parla di sicurezza garantita alla cerimonia di apertura di Matera e alle elezioni del 20 gennaio ( per cui “se volete farle non trovate scuse che non ci sono”) oppure occorrerà un decreto per dire che il caso basilicata non rientra nella previsione della legge della 2011, perchè proprio la Basilicata, con legge del 2018 ( non osservata dal governo) ha legiferato che la data delle elezioni non può superare il limite di cinque anni dalla data delle elezioni precedenti, e quindi dicembre?. Ma si potrebbe continuare: può una legge regionale superare una legge dello Stato? E così via. Una brutta vicenda, da qualsiasi lato la si guardi, che dà ragione a Bolognetti: quando si comincia a scherzare con la Costituzione, allora la democrazia entra in sofferenza. Rocco Rosa
VOTO A MAGGIO? SI SCATENANO LE POLEMICHE
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