

Se siamo agli ultimi posti della qualità dell’informazione lo dobbiamo alle tante deviazioni che in Italia ci sono, dove l’editoria la controllano tutti fuorchè gli editori puri. Il potere economico si è impadronito dei giornali e lo usa come un’arma di pressione di massa; il potere politico è incapace di legiferare sulla stampa un po’ perché non lo desidera,un po’ perché le corporazioni non glie lo permettono. Il risultato è quasi sempre una informazione che è pilotata, manipolata, indirizzata verso obiettivi che non sono quelli di informare ma quello di manipolare. Per l’informazione giudiziaria e per quella economica la verità non è nella informazione che ti offrono ma in quella che ti nascondono. E così il meccanismo diventa infernale per i cittadini che vengono presi di mira: gli riservano l’attenzione che si dà ad un delinquente abituale , lo dipingono come un ladro incallito oppure un membro di una gang , gli rovinano la carriera , lo tolgono di mezzo. E poi , se nel labirinto dei palazzi di giustizia, riesce ad acchiappare un giorno fortunato, con persone rispettabili dall’altro lato dello scranno, se ne può uscire a testa alta, ma nell’indifferenza completa, anche di quei giornali che dovrebbero, per etica, riservare all’innocente lo stesso spazio che hanno riservato al presunto colpevole.
Ecco , fotograficamente parlando, la differenza tra il prima ed il dopo ,nel caso dei quattro dirigenti che al Dipartimento Sanità
avrebbero congiurato per acquistare ecotomografi non utilizzati: Una commissione di gara chiamata a dare pareri sul perchè di un acquisto che la Magistratura contabile in primo grado condanna a risarcire 150 mila euro perchè quel materiale non è stato pienamente utilizzato, come se una commissione di gara, mettiamo per l’acquisto di automezzi deve rispondere dei kilometri che i mezzi hanno fatto o non hanno fatto e magari anche del dove e perchè sono andati..Interi paginoni all’andata e qualche colonnina al ritorno. I giornali si vendono espandendo , gonfiando, drammatizzando una notizia di un reato. Mai cercando di capire, alla notizia, che cosa c’è veramente sotto. E’ un gioco squilibrato tra andata e ritorno: all’andata c’è lo strombazzamento, al ritorno è, per molti giornali, una colonnina quasi mortuaria. Si, è morta l’obiettività e la stampa non sta molto meglio.R.R.