Per Domenico Friolo, questa è la sua più bella poesia mai scritta. E non è un parere personale nè isolato. Quanti l’hanno letta sui social e nelle sue raccolte, l’hanno trovata intensa come poche. Domenico Friolo è un poeta lucano con la maiuscola e noi, ma siccome viv e in Germania, nella bella Marburg, dialoga e si interrelaziona con i lucani con la sua pagina fb “Gruppo Lucano” molto attiva e impegnata su molti fronti. Nell’occasione del raggiungimento del primo milione di visualizzazioni del giornale “passaggio a Sud. Talenti lucani”, mi ha chiesto di pubblicare questa sua poesia, dedicandola ESPRESSAMENTE ai lettori del giornale.
RECESSI DI ETA` SOGNANTE
Ora, sorrido al ricordo,
dei giorni più cari,
i giorni splendidi
dell’età sognante.
Chiamavamo sogni
le cose più belle,
e tu, adagiata
tra le mie braccia,
nel porgermi labbra
indugianti, sinuose, calde,
recessi d’amore vergine,
consegnavi il sogno
alla realtà desiderata.
Caro, dolce amore…
Come eravamo radiosi…
Noi, creati per amarci,
per non lasciarci mai…
Purtroppo,
mai dividemmo
lo stesso tetto,
e dopo tanto tempo,
lentamente, piano, piano
ritornammo a sognare
ricordando noi,
insieme, sempre.
Dolce caro sogno…
Un sogno come allora,
anche questa volta,
tristemente amaro.
Noi, non possiamo…
Questo, è un altro tempo,
abbiamo altri ruoli,
da onorare, così…
Così, capimmo perché
si chiamano sogni,
le cose perdute:
l’amore struggente.
Così, capimmo perché
si chiamano sogni
le cose più belle:
le realtà non permesse.
La ragione prevalse,
sulla forza trascinante
celata nell’animo:
perché sognare ancora ?
Le foglie sanguigne
dell’autunno settembrino,
scivolate dai rami,
si adagiarono al suolo
deponendo amore
e contenuta amarezza,
su cui, vegliano tuttora,
lo spirito, il ruolo, la ragione.
Un amore grande non ha tempo e….
“Così capimmo perchè
si chiamano sogni le cose perdute .
Così capimmo perchè
si chiamano sogni le cose più belle
Così come fu solo un sogno
quel tetto che mai dividemmo.
by Domenico Friolo (n.1970)
