2019, VIAGGIO NELL’ARTE SACRA: PATERNO

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IOLANDA CARELLA & SALVATORE SEBASTE

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 Paterno

Da Paternicum, proprietà ereditata dai padri, secondo Giacomo Racioppi. Meno fondata l’ipotesi che possa derivare dal nome di un potente patrizio di Consilinum, di nome Paterno.

Il sito, forse, era abitato già all’epoca del medio bronzo verso il 2500 a.C., come attestano alcuni reperti (vasi con fondo nero e figure rosse, corazze e lance), rinvenuti nella zona della Civita, che si trovano nel Museo di Grumento.

Nel periodo romano Paterno fu, forse per l’abbondanza delle acque, un importante centro agricolo. In località Aggia sono stati scoperti i resti di una villa romana. Nell’anno 872 i Saraceni la saccheggiarono dopo aver distrutto Grumentum e i profughi si rifugiarono nelle mura di Marsiconuovo e Marsicovetere. Fu frazione di Marsicovetere, con cui condivise il dominio dei Sanseverino e dei Pignatelli, fino al 1973, quando raggiunse l’autonomia amministrativa. 

Originariamente il primo nucleo abitativo dimorò nel luogo dove ora sorge (fig. 1) la Chiesa Madre di San Giovanni Evangelista, mentre nelle campagne circostanti, in 12 zone, erano disseminate le case dei contadini. La chiesa fu ristrutturata, assumendo l’attuale aspetto architettonico, dopo il tragico terremoto del 1857.

L’interno (fig. 2) in stile barocchetto, del tardo Settecento, è decorato con stucchi che creano nuove prospettive. L’ammirazione da parte dello spettatore diventa un gioco di memoria e d’immaginazione. L’altare (fig. 3), in marmo con tarsie, mostra ai suoi piedi un bassorilievo, di grande effetto raffigurante l’Ultima Cena, realizzata da artigiani di Ortisei. Anche il Cristo Risorto (fig. 4) che domina nel presbiterio ha la stessa provenienza.

A sinistra dell’ingresso si nota un grande Crocifisso ligneo, opera di Raffaele Laino, artista locale.

Nella cappella a sinistra spiccano un confessionale e (fig. 5) un pulpito di legno lavorato. L’armonia resta affidata al ritmo purissimo della linea e agli accordi più delicati della decorazione, indice di gusto raffinatissimo.

L’involucro dell’organo (restaurato nel 1836) e la cantoria (fig. 6) sono in legno con raffinate decorazioni.

A destra dell’ingresso si nota un’acquasantiera del XVIII secolo in pietra, ex fonte battesimale. Sulla conca lavorata spicca il bassorilievo di un cane.

Interessanti e ricchi di un’intensità plastica e luministica sono pure i raffinati bassorilievi delle stazioni della Via Crucis (fig. 7), realizzati nel XX secolo.

In località Raia Carbone si trova (fig. 8) la Chiesa di San Rocco, edificata nel 1940, ricostruita dopo il terremoto del 1980 e riaperta al culto nel 1987. Si presenta dalle linee semplici che spingono alle alte sfere dell’esistenza spirituale e dell’arte pura.

L’architettura delle case è modesta, solo qualche costruzione è fornita di portale più elaborato, come quello  di Palazzo Rossi, in Via Tempa La Chiesa.

In località Piazzolla si trova  la Chiesetta di San Bartolomeo, quasi abbandonata, che custodisce alcuni dipinti murali del XVII secolo.

Nella zona Sorgenti dell’Agri è ubicato (fig.9) un complesso architettonico, d’epoca fascista, datato 1920-21, che convoglia le acque delle sorgenti di Paterno per distribuirle poi ad altri paesi. Quest’opera architettonica, dai volumi nitidissimi, dagli elementi strutturali che diventano veri e propri corpi decorativi, rivela la perfetta fusione ottenuta tra le esigenze estetiche e quelle funzionali.

Nella contrada Parco Navarra c’è la Masseria Navarra, datata 1796, ove si può ammirare un bellissimo portale (figg.10).

 

Bibliografia

  • Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
  • Comunità Montana Alto Agri, Guide GGallery, Villa d’Agri, GGallery, 1993.
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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