
ROCCO ROSA
Se anche oggi che abbiamo due ministri e un sottosegretario lucani la Basilicata non conta una mazza come regione, questo è il risultato di una partitocrazia che ha invertito la direzione di marcia del mandato politico. Non è più il territorio a determinare la rappresentanza ; esso si limita solo a ratificarla, con il che riconoscendo la primazia del partito come fonte decisionale. Questo accade dovunque: nei cinque stelle la cui base ha ingoiato candidature scelte dall’alto , nel Pd dove non si riesce nemmeno a tenere un’assise locale senza il consenso espresso di Roma, in Fratelli d’Italia dove gli accordi romani mandano in frantumi una costruzione locale che era stata messa in piedi da anni di lotta di alcuni esponenti, nella Lega dove Salvini sta mandando un commissario dopo l’altro. Così girata la clessidra della politica, non c’è speranza che si possa parlare da lucani a lucani e che, in quanto tali, ci si possa dare una mano a prescindere dalla collocazione di ciascuno. Capita così che un Ministro della Salute non si senta investito in prima persona se la sua regione balza al secondo posto nell’indice di trasmissione del contagio pur avendo mezzo milioni di abitanti sparsi in diecimila chilometri quadrati o debba metterci una pezza con soldi italiani al ” pacco” fatto dal katar in una storia da mercato di Forcella dove al posto della macchina fotografica trovi un mattone.col risultato che quando arriveranno le attrezzature si scoprirà che la tenda non è idonea per ospitare i pazienti e che quei soldi potevano essere spesi in strutture fisse e semiabbandonate presenti un po’ dovunque. In altre epoche un Ministro lucano avrebbe fatto il finimondo sulla risposta insufficiente alla pandemia della classe politica regionale perchè ne andava della propria dignità. Così come di fronte all’atteggiamento ostruzionistico di Eni e Total, in un momento in cui la Basilicata ha bisogno di ancorarsi ad una speranza di crescita per uscire dall’emarginazione in cui è stata cacciata, diventa onestamente inconcepibile che un Ministro, due ministri ,parlamentari di ogni partito ,considerino la questione come una faccenda di Bardi, con la logica miserevole del tanto peggio tanto meglio. In altri tempi i parlamentari avrebbero reclamato il diritto dovere ad interessarsi di queste questioni in quanto rappresentanti diretti del popolo lucano . E dunque, può sbagliare Bardi, nel non coinvolgere gli eletti al Parlamento e i ministri della regione, ma sbagliano pure i lucani che stanno a Roma a trattare queste vicende come se non fosse questione di loro pertinenza. Continuiamo ad ignorarci allegramente, ma non diamo per scontato che alla gente stia bene tutto questo! Basta un Masaniello qualsiasi e gli agnelli imparano a mordere.