I segnali che arrivano dal raggruppamento di centrodestra in Basilicata sono variegati e discordanti : mentre l’opposizione dura di Rosa di F.lli d’Italia sembra stia solleticando una risposta elettorale e la sindrome di Stoccolma di Pepe porta in giro il ritratto salvifico della Lega, Forza Italia sta subendo i colpi di una rottura interna con la parte più giovane del partito. Le clamorose dimissioni della Coordinatrice Vicaria, l’avv. Dina Sileo, hanno creato imbarazzo e perplessità nel corpo elettorale, giacchè la Sileo non era una dirigente qualsiasi ma una che nella lotta contro il Pd ci aveva messo l’anima, con dichiarazioni di fuoco contro il sistema di potere lucano. E il suggeritore di questa linea non era uno qualsiasi, ma quel deputato, On.Giuseppe Moles, che ,eletto nel 2008 e non rieletto nel 2013, si era messo in testa di rivoltare l’Italia come un calzino, insieme al collega Antonio Martino. E’ tornato a Potenza con questa idea in testa solo che il freddo di questa regione alla fine lo ha convinto ad usare i vecchi e più sicuri calzini di una nomenclatura di partito che pure aveva deciso di rottamare. Quanto valga questa operazione in termini di deficit elettorale non è dato sapere, perché fortunatamente per lui è arrivato, sia pure alla Camera, un rinforzo dell’ultim’ora , quel Benedetto che probabilmente riuscirà a compensare la delusione di rivedere in lista i personaggi di stagioni passate. E’ certo che i sondaggi non premiano particolarmente Forza Italia , ed è questo uno dei fattori che forse peseranno sull’esito finale , consentendo al Pd di sopravvivere a questa tempesta perfetta che una legge elettorale balorda e una scissione ancora più balorda hanno determinato e che, mentre sembrava inizialmente escludere l’isola della Basilicata, adesso si sta proiettando,minacciosa, anche sulle montagne lucane.

l’avv.Dina Sileo, coordinatrice vicaria di F.I. dimessasi recentemente
Per Dina Sileo, la svolta di Moles è stata un vero e proprio tradimento del progetto di rinnovamento ed un tentativo maldestro di rifarsi una verginità con la faccia degli altri”. Questa cesura con l’elettorato più giovane potrebbe essere più indigesta del previsto, giacchè si aggiunge comunque ai danni che l’operazione Viceconte rischia di produrre in buona parte di quel bacino di provenienza ex PDL. Se Viceconte ha accettato una candidatura estremamente difficile, in un collegio che non gli è congeniale, non è perché sia diventato improvvisamente pazzo, né perché abbia contato solo sulla forza del Pd, ma perché ha carte da giocare in termini di relazioni e di conoscenze, che fino a qualche hanno fa erano le stesse dei dirigenti del pdl. Cioè una operazione di sottrazione che comunque è da tenere in conto nel risultato di Berlusconi in Basilicata. Operazione che forse non inciderà sul risultato complessivo del Centro Destra ma influirà tantissimo sul risultato delle singole candidature, grazie a quel meccanismo elettorale che prevede enne varianti e innumerevoli calcoli e sottocalcoli.