Quando la proposta di legge elettorale del consigliere lacorazza stava per entrare in aula, arriva il colpo di scena del pd che annuncia una propria proposta di legge sulla questione. La forma in politica a volte diventa sostanza e la cosa, ove non compresa nei suoi termini, sembrerebbe un tentativo di delegittimazione di un consigliere da parte del suo stesso partito. Non a caso lo stesso lacorazza si rizela fortemente , sostenendo che , a volerlo , sarebbe bastato proporre da parte del gruppo consiliare emendamenti opportuni al suo testo di legge. Siccome , alla vigilia di elezioni così difficili, non è pensabile che si voglia bruciare un consigliere che ha il suo peso elettorale , è da credere che dietro quella proposta di legge annunciata ci sia un accordo politico ben ampio e tale che non può permettersi neanche la modifica di un capello. Se è così, bisogna dire che Polese ci ha saputo fare, nel senso che mentre la piazza della sinistra si agitava a più non posso, nelle stanze è stato sottoscritto un accordo conb gli altri e sopratutto con Leu che in questa partita non gioca un ruolo secondario. Il cuore dell’accordo potrebbe essere la permanenza del listino che,m con questi chiari di luna potrebbe essere più ricco di quello della volta scorsa, portando 4 consiglieri regionali che darebbero quel 20 per cento in più di vantaggio elettorale. Un rischio grosso, sopratutto se si dovesse realizzare una coalizione giallo verde, oggi molto contestata a livello locale dei cinquestelle ma che da qui a fine anno potrebbe trovarte occasioni per formarsi. Altro motivo per stoppare ogni iniziativa legislativa non si vede all’orizzonte. Legittima la irritazione del consigliere Lacorazza che a caldo detta questa dichiarazione: “Preferisco ancora la responsabilità. Non trasferisco, per il momento, la mia proposta di legge elettorale per l’esame in Consiglio, in attesa che il capogruppo del Pd ritiri la propria proposta (peraltro incompleta) e la trasformi eventualmente in emendamenti da presentare al testo depositato da mesi in prima Commissione. Sarebbe un segnale importante anche per valorizzare il lavoro fatto dai consiglieri regionali e dalle forze politiche che hanno avanzato proposte”. E non è un caso che in questa dichiarazione , Lacorazza non riprende il suo cavallo di battaglia del voto diisgiunto, quasi a significare che un accordo sul propio testo legislativo ci può essere. Insomma la legge elettorale sarà anche la dichiarazione di inizio della campagna di Novembre da parte del pd, con lo schieramento di chi quella proposta l’ha condivisa. Sugli altri fronti, nessuna risposta all’appello di Gianni Rosa, di costituire un grande schieramento “antisistema”. E’ evidente che questo appello , ove venisse accolto, aprirebbe per il consigliere di F.lli d’italia, molto attivo in questa fase, un’autostrada verso il Governatorato, rendendo evidente che sotto sotto la Giorgia Meloni ha stretto un accordo che è molto di più di una astensione. Ove questo accadesse sarebbe la conferma che è nato un governo di destra e che, tra la abse pentastellata, quelli che non la pensano come Di Maio possono tornare a fare la minoranza. Ma , in questa politica italiana, è vietato guardare lungo: ogni giorno ha le sue croci e ogni sparata di Salvini ha i suoi effetti. Bisognerà vedere se , arrivati al Governo, i cinquestelle si accontentino della strada fatta, in parte a nuoto in parte a piedi. Garibaldi ha considerato conclusa la sua avventura a Teano, più o meno dove si sono fermati i 5 stelle. Rocco Rosa
I 5 STELLE SONO ARRIVATI A TEANO
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