GIUSEPPE DIGILIOOggi 31 ottobre 2018, ci sarà il cambio al vertice per la provincia di Matera e per quella di Potenza dove, in lizza, c’è un solo candidato. Un candidato che, fin dalla sua indicazione, è presidente giacché non servirà alcun quorum da raggiungere per la sua elezione.
Un’anomalia di una legge pensata per escludere, se mai ve ne fosse bisogno, i cittadini dalle scelte politiche. Scelte politiche che si rivelano sempre più riservate a decisori maggiorenti, dentro e fuori i partiti.
Una legge che, grazie a elezione di secondo livello, pensata dall’ex ministro Del Rio e voluta da tutto il PD, porterà un sindaco di un comune che, francamente, ha responsabilità maggiori di quanto si possa immaginare, se non altro sul piano dei servizi ai cittadini, a capo di una provincia. Provincia priva di deleghe salvo pochi ambiti attuativi.
In bocca al lupo, dunque, a Rocco Guarino che potrà vantarsi di essere il primo presidente di provincia, eletto senza alcuna possibilità di essere bocciato dagli elettori.
Guarino è espressione del centrosinistra, ma politicamente vicino al consigliere Franco Mollica (UDC – centrodestra), al quale, lo stesso sindaco di Albano, manifesta gratitudine “per avergli trasferito quell’entusiasmo e l’energia per affrontare questa nuova sfida”.
Se mai potesse interessare chi legge, le votazioni avverranno nella sede della Provincia di Potenza in Piazza Mario Pagano, nell’aula del Consiglio Provinciale.
A Matera, viceversa, si voterà negli stessi orari nella sede della Provincia di Materia in via Ridola, nell’aula del Consiglio Provinciale dalle ore 8:00 alle ore 20:00.
I candidati dovranno dividersi 404 voti, ponderati con i criteri di cui all’articolo 1 commi 32, 33 e 34 della L. 56/2014, in relazione alla fascia di appartenenza del Comune rappresentato. Per gli appassionati della materia, ogni voto non è uguale all’altro ma si differenzia percentualmente secondo il numero degli elettori del comune da cui proviene il consigliere che esprime la sua preferenza. Un regolamento bislacco che in nessuna parte del mondo, se non qui in Italia, poteva mai essere adottato come sistema elettorale.
A Matera i candidati in lizza sono tre. Due per il centrosinistra e uno per il centrodestra. Il movimento Cinque Stelle, coerentemente con quanto fatto nelle scorse elezioni, non ha espresso nessun candidato e, secondo le indiscrezioni, i consigliere del movimento eletti, non parteciperanno alle elezioni dei due presidenti di Provincia.
- Francesco De Giacomo
- Piero Marrese
I due candidati del centrosinistra, Francesco De Giacomo e Piero Marrese, entrambi iscritti al Partito Democratico, potranno contare sui voti dei consiglieri eletti sotto il simbolo del partito e quelli di tante liste civiche che siedono nei diversi consigli comunali del materano.
Franco De Giacomo, presidente uscente, sembrerebbe non essere sostenuta da tutto il Partito Democratico materano che, viceversa è impegnato nel sostenere la candidatura del sindaco di Montalbano Jonico, Piero Marrese.
Una sfida che, secondo alcuni osservatori, si svolge in un quadro di competizioni tra correnti interne del partito, in prospettiva delle prossime elezioni regionali.
De Giacomo, infatti, è ritenuto vicino all’area Antezza-Braia e potrà contare sui voti dei consiglieri di quell’area. Consiglieri attivi nel sostenere la leadership dell’assessore all’agricoltura della Regione Basilicata Luca Braia che, in molti, vorrebbero capolista del centrosinistra. Posizione che ovviamente l’assessore Braia avanzerebbe solo in presenza di una rinuncia ufficiale di Marcello Pittella indicato oltre che da 70 sindaci lucani, anche dalla segreteria del partito.
Per De Giacomo comunque potrebbero votare alcuni consiglieri del comune di Matera, di Grassano, di Miglionico, Pomarico e qualche consigliere dei comuni della fascia Jonica che hanno mal digerito la candidatura di Marrese scaturita, al loro modo di vedere, solo da una parte del Partito che avrebbe – sempre secondo questi ultimi – dovuto tentare di trovare una candidatura unitaria atteso che De Giacomo avesse accettato di far spazio a questa ipotesi.
Sembrano scontati, però, per l’avv. Piero Marrese, sostenuto ufficialmente dalla segreteria del partito provinciale, i voti dei consiglieri del PD che fanno riferimento all’area di maggioranza del partito, con l’aggiunta di alcuni consiglieri di LeU e delle liste civiche vicino al centrosinistra.
Il centrodestra dovrebbe votare compatto per il candidato della propria area politica, Vincenzo Zito, sindaco di Montescaglioso che potrebbe intercettare anche il voto di quanti, già nelle scorse politiche hanno votato difformemente dalle indicazioni di partito per mandare un segnale forte di rinnovamento, soprattutto al PD, reo, secondo alcuni, di aver parcellizzato il potere in mani di pochi notabili, a dispetto della tradizione democratica e partecipativa della cultura del centrosinistra.
Insomma, un’elezione, quella materana che, per il destino del partito democratico e per il futuro della regione Basilicata, per una volta, diventa politicamente più importante di quella che si svolge a Potenza.
Dal risultato ci potrebbe essere una nuova ripartenza per il centrosinistra, ammesso che all’indomani del risultato si ritrovi l’unità tra le due aree contendenti. Oppure un punto di svolta per il centrodestra che, se pur con una presidenza a capo di una maggioranza di centrosinistra, non avrà paura a lanciare l’offensiva definitiva al centrosinistra. Offensiva in prospettiva di una contesa elettiva con il Movimento Cinque Stelle che, nel frattempo, incurante delle diatribe e dei tempi cui ci ha abituati la politica, è già in campagna elettorale per le regionali e, in attesa dei risultati di questa tornata elettorale, già sente in poppa il vento di vittoria per le divisioni che animano il centrosinistra e il centrodestra.
Giuseppe Digilio

