E TU CHE “VINILE” SEI?

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di ROCCO PESARINI

Il Vinile è tornato e si è ripreso prepotentemente lo scettro tra i supporti musicali, relegando ormai già nella soffitta dei ricordi il cd (che dal 2022 pare non sarà più prodotto come supporto fisico e andrà “a esaurimento”).

Sono ormai 5 anni che organizzo Vinilyca ma anche da più anni ho subodorato questa clamorosa inversione di tendenza.

E allora perché non vedere quanti tipi di “vinilici” è possibile scovare nel mondo di chi ama la musica? Nel gruppo Rock Graffiti l’ho chiesto. Ne è venuto fuori un variegato quadro simil – caleidoscopio sonoro del grande Rock e della grande musica in genere.

Ci sono i “vinil – scettici” come Pino Paciello che aspetta “trepidante questo articolo in cui gli spiego perché una registrazione in digitale debba essere stampata su un, tutto sommato, pezzo di plastica” e che non compra un vinile da quando uscirono i CD, non compra un CD da quando uscirono gli mp3 e così via fino a SpotiPer fy in quanto le “emozioni sono indotte da chi, con appropriata strategia marketing, non vendeva più un disco” o Cristiano Sampogna secondo cui siamo in presenza di un “classico esempio di masochismo umano. sono scomodi, costosi e si sente decisamente peggio”. Per Ferdinando Lateana, che pur non disconosce il fascino del vinile, quest’ultimo “è anche una moda, una di quelle cose che oggi “fa figo”, oltre che un bisogno per l’essere umano di novità. Ormai, con la monotonia del digitale, senza novità eclatanti, ci entusiasma un qualcosa che 30 anni fa era normale e scontato”.

C’è il “vinil – sognatore” il cui prototipo è sicuramente Andrea Montella che pur ascoltando cd, Amazon Music, Spotify e musicale digitale non “ha mai abbandonato il vinile, abbinando l’ascolto della buona musica, abbinato a poderosi sorsi ottimo rum e a buoni libri”.

Degno di nota il “vinil – saggio” come Luigi Del Giudice che evidenzia comecon il vinile, una volta messo sul piatto, non hai la tentazione di saltare una traccia che ti piace meno… con il digitale, spesso si finisce per fare “zapping” da un brano ad un altro, mettere pausa, passare ad un altro album repentinamente… con il vinile, se scelto accuratamente, te lo spari tutto!”.

Particolare menzione merita il “vinil – sentimentale” alla Salvatore Santoro che declama apertamente il suo amore e la sua fedeltà “Non ho mai smesso di comprare dischi. Ho comprato quasi mille cd. Presi il primo iPod immesso in mercato. Detto questo l’operazione di sfilare il vinile, prenderlo tra gli indici delle due mani, osservarne la superficie trasversalmente per scorgere eventuali ondulazioni e polvere, rotearlo in aria e poggiarlo sul piatto è qualcosa a cui non rinuncerò mai”.

Cè il “vinil – vintage/moderno” o alla Edoardo Angrisani che afferma perentorio “Non ho mai abbandonato il vinile, un po’ mi sono rivolto al mercato dell’usato e un po’ alle nuove edizioni su vinile. I puristi dicono che non sono dischi analogici perché i master sono in effetti digitali. Scarico musica in streaming dal telefono che in genere accoppio con Bluetooth all’ impianto dell’auto”.

Angelo Parisi – che potremmo definire come “vinil – sonoro” –  ha invece “vissuto direttamente la dimensione delle musicassette. Il vinile ha una profondità e corposità di suono unica e per qualità di suono è preferibile anche al CD”.

Francesco Radosta è il “vinil – ecologista”: “il vinile ecologicamente parlando, non è il massimo, ma in termini di audio riesce a trasmettermi un calore che il CD non mi trasmette”.

E infine ci sono i “vinil – fedelissimi” come Michele Lorusso, Miria Lo Russo e Tani Porretti che confessa candidamente “Io non sono “ritornato”, non essendo mai “andato” via!”

Alla fine della lunga argomentazione sappiate che si è convinto anche il refrattario Pino Paciello che ha ora la voglia (e l’onere) di recuperare tutti i vinili regalati anni fa ma, solo ed esclusivamente, parole sue, quelli antecedenti al 1990 (anche su questo lavoreremo, con la speranza magari che il buon Pino decida di ascoltare su vinile Ok Computer dei Radiohead o Nevermind dei Nirvana).

 

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Rocco Pesarini

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